Il sito web www.ilsole24ore.com riporta i commenti della stampa estera sul vertice bilaterale Italia-Spagna appena concluso a la Maddalena. In particolare, riporterebbe il quotidiano spagnolo "El Pais" di una "stravagante conferenza stampa" con testimone d'eccezione il leader spagnolo Zapatero. Il Silvio nazionale avrebbe "tra un discorso e l'altro sui problemi dell'immigrazione" trovato anche "10 minuti" per illustrare la sua versione sul tema dei suoi rapporti con prostitute "e ha concluso l'intervento attaccando la stampa italiana e il giornale El Pais. Zapatero ha assistito alla filippica del suo anfitrione con espressione di circostanza, mentre le ministre spagnole dell'Economia, Elena Salgado e della Difesa, Charme Chacòn, non nascondeveno il loro stupore". Anche il "Financial Times" avrebbe pubblicato un articolo sul tema, secondo il quale il presidente nonchè cavaliere avrebbe affermato "Io non ho mai pagato una lira o un euro per avere prestazioni sessuali" e ancora " preferisco la gioia della conquista". Il giornale londinese riporta anche "dell'espressione di pietra ("stone-faced") del premier Zapatero" davanti alle dichiarazioni del nostro. Appropriate suonano le parole attribuite a Massimo Donadi, parlamentare dell'Italia dei Valori: "Ascoltare il capo del governo italiano che nega di aver avuto relazioni con prostitute in un summit internazionale è imbarazzante e surreale". Aggiungo però che se tutto ciò rientra nell'ambito del comico, tragiche e grottesche suonano le contemporanee parole del portavoce del Silvio, nonchè presidente del Senato, lo Schifani che a Gubbio dichiara (tra le altre cose):"la liberta' di stampa nel nostro Paese e' garantita e non vedo nubi che possano, seppure minimamente, limitarne l'esercizio. Ogni giornalista - (notare: non ogni cittadino) - puo' esprimere liberamente le proprie idee e manifestare il suo pensiero. [...] Ma tutto cio' deve avvenire senza mai travalicare i limiti della verita' (?) , dell'onorabilita' e del rispetto della persona, (?) perche' la liberta' di cronaca, di critica politica, anche aspra e forte, non deve mai degenerare in liberta' di ingiuria, di calunnia, di diffamazione. Informare si', criticare si', offendere no''. Vorrei che il lettore o la lettrice considerassero il ragionamento di costui: 1) solo i giornalisti possono etc. 2) anche costoro devono non offendere, rispettare la verità prestabilita, (non sappiamo da chi) e le persone di cui si suppone l'onorabilità (ricordo uno sketch di Domenici...) 3) altrimenti si ha ingiuria, calunnia, diffamazione.....
Fabrizio Cucchi, DEApress
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