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Wednesday
Oct 07th
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Meissan

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Arrivata alla stazione degli autobus di Homs dopo un
viaggio di tre ore da Lattakia all'insegna
dell'insofferenza verso l'autista e i passeggeri che
avevo a lato, davanti e di dietro e durante il quale
ho trovato insopportabili anche le azalee in fiore che
facevano da spartitraffico lungo la strada che ho
percorso per chilometri, mi dirigo verso il piazzale
dei microbus in partenza per Hama.Per l'uggia che
avevo addosso, chiedendo al bigliettaio quanto
costasse la corsa,non sono riuscita nemmeno a capire
che cosa ha risposto. Gli si e'cosi' avvicinata una
ragazza con un bellissimo foulard rosa che le copriva
la testa e gli ha allungato venti syrian pound.
Stupita le ho chiesto: "perche' hai pagato per
me?","perche' tu sei un ospite", ha risposto.
E' cosi' che ho conosciuto Meissan.
Scese dal microbus, mi ha accompagnato fino
all'albergo dove avevo deciso di alloggiare e
salutandomi mi ha detto "mi piacerebbe molto farti
conoscere la mia famiglia" e cosi' le ho promesso che
sarei andata a trovarla domenica, cioe' ieri.
Nel pomeriggio di venerdi sono andata a fare un giro
alla cittadella che si trova sul colle della citta' e
dove le famiglie vanno a trascorrere nel parco il
giorno di festa.Il venerdi, appunto.
Con il solito spirito socio-antropologico voyeuristico
mi sono messa a sedere ad osservare le persone che mi
circondavano.
Una famiglia che aveva appena steso la tovaglina per
terra mi fa cenno di avvicinarmi e di unirmi al loro
pic-nic.Iniziano a rimpinzarmi con pollo arrosto,
hummus, pomodori,maionese, pane, coca cola,
noccioline, caramelle senza che io possa minimamente
accennare ad un rifiuto di qualsiasi genere alimentare
che mi viene offerto. Trascorro il pomeriggio con loro
comunicando un po' in inglese, un po' in arabo e molto
con i gesti.
Sabato sono stata in un hammam. Ho sempre pensato che
l'hammam fosse un luogo dove tra vapori e silenzi si
potesse stare in relax qualche ora dimenticandosi di
tutto e di tutti.
Appena sono entrata sono stata assalita da un gruppo
di ragazzine che hanno cominciato a fare le solite
domande:"di dove sei, quanti hanni hai, sei sposata,
perche' non sei sposata, evvia, evvia".
Non capendo quanto potessi e dovessi spogliarmi, mi
hanno fatto rimanere in mutande e con una specie di
asciugamano addosso sono stata condotta al suono di
tamburi, canti e grida nella stanza dove altre donne
stavano godendo dell'acqua calda che scorreva da una
fontanella e dei vapori.
Messami a sedere, con la solita colonna sonora di
urla, tamburi e fiumi di domande alcune donne hanno
cominciato a gettarmi addosso delle ciotole d'acqua
calda e una robusta signora, vista una mia certa
inibizione, mi ha tolto l'asciugamano e ha
incominciato a insaponarmi i capelli, le braccia, il
busto e le gambe con un'energia che neanche la mia
mamma aveva quando da piccola mi faceva il bagno
tornando casa dai campi, sudicia come un bastone da
pollaio.
Risciacquata sono stata invitata ad unirmi a loro in
una danza fino all'ultimo vapore.
Ritornata nella stanza di ingresso mi hanno offerto un
caffe' ed un piatto di tabule'(un misto di verdure in
insalata). L'hammam che ho conosciuto io e' un luogo
di ricreazione dove le donne trascorrono insieme dei
momenti di grande intimita' fisica. Meissan vive in un
villaggio a dieci chilometri da Hama. Non e' stato
difficile trovarla anche con le semplici indicazioni
che mi aveva dato: il nome del padre e la vicinanza
alla stazione di polizia rappresentavano il suo
indirizzo.Ieri sono arrivata da lei intorno alle 11
del mattino. Ho lasciato la sua casa ieri sera a
mezzanotte riaccompagnata da lei e dal fratello. Da
quando sono arrivata a quando sono andata via ho
passato il tempo chiacchierando, bevendo te', caffe,
aranciate. Prima da lei, poi dalla famiglia del
fratello, dove ho ribevuto, te' caffe', aranciata,
cioccolata, eppoi ancora te'. Poi dalla famiglia di
una sorella, dove' ho ribevuto te',caffe', te'.E'
seguito poi il gustosissimo pranzo a casa sua
preparato dalla mamma.Sempre in compagnia di altre
sorelle, fratelli, nipoti, vicine di casa, nel
pomeriggio uno dei fratelli ci ha portato con il
"tartura" l'autocarro, a visitare una piccola moschea,
luogo di pellegrinaggio situata su una collina che si
erge sui campi di grano che in questo periodo
imbiondiscono le verdi vallate siriane.
Tornata a casa sono stata invitata da un'altra sorella
dove e' ricominciata la sequenza ormai consolidata,
del te', caffe' e stavolta anche budino al cioccolato.
Ritornate alle dieci e mezzo di sera nella sua casa,
Meissan voleva prepararmi un piatto di spaghetti
perche' sosteneva che non avevo mangiato abbastanza.
Ho gentilmente declinato l'offerta altrimenti sarei
stramazzata al suolo.
Ho scoperto quindi che l'attivita' principale dei
siriani (caratteristica comune a molti altri popoli)e'
costituita da un'intensa ginnastica mascellare
accompagnata da fiumi di te'.
Meissan mi ha raccontato molte cose della cultura
siriana. Anche il solo conoscere una famiglia come la
sua e' stato sufficiente per capire il loro stile di
vita, il rapporto che hanno con la religione musulmana
e con il mondo esterno.
Meissan e' bellissima. E il rosa e' i suo colore preferito.
Angela

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