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Oct 07th
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Deir Mar Musa

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Come un vecchio segugio alla vigilia di Ferragosto,
sono stata praticamente  scaricata in autostrada,
all'incrocio di An Nabek, dall'autobus che da Homs
portava i passeggeri fino a Damasco.
Visto un certo mio disorientamento, un signore alla
guida di un'auto furgonata, mi ha chiesto dove fossi
diretta e cosi' per 250 sp si e' reso disponibile a
portarmi a Deir Mar Musa.
Si fa fatica ad immaginare un monastero nel deserto,
e forse per questo, quando ci si arriva ti rendi conto
che ogni pietra che sta dentro quella secolare
costruzione aggrappata alla roccia trasmette una
bellezza impossibile da descrivere.
Sono arrivata mercoledi scorso. Il giorno del bucato
settimanale. Un centinaio di lenzuola stese sul grande
terrazzo che si affaccia sull'immensita' del deserto
mi hanno accolto insieme ai monaci, le monache e gli
ospiti del monastero.
A Deir Mar Musa nessuno ti chiede di che religione sei
e perche' sei li'. Cristiano, musulmano,
ortodosso,buddista, ateo, di qualsiasi religione uno
sia o non sia, e' il benvenuto. Per qualche ora,
qualche giorno o qualche anno tutti sono accolti con
grande calore a Deir Mar Musa.Gli ospiti partecipano
alla vita comunitaria ad esempio collaborando
attivamente alle pulizie e alla preparazione dei
pasti.Nei sei giorni trascorsi al monastero ho
sbucciato e pulito quantita' industriali di
cetrioli,fagiolini e pomodori,rigovernato centinaia di
tazze, ripiegato le lenzuola che mi avevano accolto.
I momenti piu' suggestivi li ho vissuti durante la
meditazione serale che si svolege nella piccola chiesa
che ancora conserva affreschi che risalgono all'XI
secolo, ma ancora di piu' durante la messa che padre
Paolo il sacerdote che ha fatto rinascere il monastero
dopo che era stato abbandonato nel 1800, celebra ogni
sera in una suggestiva atmosfera arcaica dove tutti
quanti, monaci, ospiti e sacerdote stanno seduti per
terra, sui tappeti,come fossimo in una moschea. Grazie
a Paolo, Deir Mar Musa e' diventato un luogo di
incontro e di dialogo interreligioso. Un piccolo ma
significativo esempio e' dato dalla presenza di un
quadro in cui e' scritta la frase che apre ogni sura
del corano, posto su una parete all'interno della
chiesa e rivolto verso la Mecca, verso il quale i
musulmani che visitano il monastero, se vogliono,
possono indirizzare le loro preghiere.
Prima di andare a Deir Mar Musa,pensavo di dover fare
vita ritirata e penitente, invece mi sono ritrovata in
mezzo ad una allegra, cosmopolita e curiosa brigata.
Il logorroico Carlton Anthony, regista di
Hollywood,che leggeva la bibbia in latino e con la
passione delle marmellate di petali di rosa che ogni
giorno preparava per la delizia dei nostri palati.
L'apparentemente bizzarra Anne Marie di Vienna,signora
sessantenne, che ogni tanto lascia il gatto, le rose,
e quattro figli per dedicarsi ai viaggi. Antonio,
buddista, di Milano, assetato di notizie dall'Italia,
soprattutto quelle che riguardavano il derby Milan-
Inter. Rosalynd di Londra, venuta in Siria con un
gruppo, dal quale e' scappata dopo qualche giorno,
ritrovandosi poi senza visto e biglietto per il
ritorno. Alessandra di Roma, giornalista RAI, arrivata
al monastero con l'obiettivo di non sentire parlare
per una settimana di Berlusconi e della politica
italiana e che non appena ha varcato la soglia (da
quella minuscola porticina che ha visto entrare tutti
noi) la prima domanda che si e' sentita rivolgere da
due italiani in isolamento (tra cui la
sottoscritta)"ma Berlusconi l'ha formato il nuovo
governo? Ci faresti la lista dei ministri?".
Eppoi i monaci. Uda, con la sua severa dolcezza.Diane,
fragile novizia.Butros, che una sera ha marcato visita
alla meditazione per andare a vedere la partita di
calcio a casa del pastore che vive in un simpatico
casolare nel deserto insieme alla moglie, 58 capre e
una televisione con 300 canali satellitari.I
dolcissimi Yusef e Daniel, tutti quelli gravitano
intorno al monastero e tutti quelli che in quest'
ultima settimana del mio viaggio ho conosciuto a Deir
Mar Musa, mi hanno fatto vivere una esperienza
straordinaria di condivisione e allegria.

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