Le fiamme li ha colti nel sonno. Nel soppalco, adibito a dormitori di cartone e cartongesso. È domenica mattina a Prato, in Toscana, intorno alle 7.00. Un passante vede una colonna di fumo dal capannone e da l'allarme.
“Stavo passando con la mia auto” racconta Leonardo Tuci, dell'Associazione nazionale carabinieri in congedo “quando ho visto una colonna di fumo provenire dal capannone. Mi sono avvicinato e ho visto alcuni cinesi che mi venivano incontro piangendo e urlando. Sono corso verso il capannone e ho visto un altro cinese, stremato anche dal freddo, che con un estintore tentava di spegnere le fiamme. Allora ho preso anche io un estintore per aiutarlo”.
Almeno una decina di persone si sarebbero trovate all'interno di quell'edificio e il bilancio al momento è di 7 morti e 2 ustionati. Non è chiaro se fosse presente anche una donna. I vigili del fuoco continuano a cercare fra le macerie dei “loculi” di cartongesso, che probabilmente costituivano gli alloggi dei lavoratori della fabbrica che produceva abiti. “Loculi” di misure minime, appena sufficienti per un pagliericcio o poco più. Tutto ciò si trovava in una porzione del capannone occupato dall'azienda: l'edificio andato a fuoco, infatti, ospitava anche altre ditte.
Uno degli operai rimasti uccisi avrebbe tentato di mettersi in salvo rompendo il vetro della finestra del capannone ma ha trovato delle sbarre di ferro a bloccare la via di fuga. Il suo corpo è stato trovato con un braccio fuori dalla finestra.
Prato dichiarava ufficialmente, nel 2010, 17 mila immigrati cinesi, ma il numero probabilmente supera i 50 mila, contando i clandestini. “Dopo l'esplosione, chiediamo allo Stato di porre fine a queste sventure e di ripristinare i diritti dei cittadini cinesi in Italia, che spesso vivono e lavorano in condizioni limite, vicine alla schiavitù” afferma l'Adoc, Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori.
“Questa tragedia” dichiara infine il governatore della Toscana, Enrico Rossi “l'abbiamo tutti sulla coscienza. Occorre andare più a fondo nella denuncia della più grande concentrazione di lavoro nero in Italia. Siamo sotto la soglia dei diritti umani”.
Fonti:
- http://www.repubblica.it/cronaca/2013/12/01/news/prato_fabbrica-morti-72436774/?ref=HREC1-2
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