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Ancora sul tema: Stazione S.M.N.Firenze

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Ieri, passando dalla stazione fiorentina di S.M. Novella ho notato -mio malgrado!- che l'insana follia poliziesca che ha caratterizzato negli ultimi mesi la vita dei viaggiatori in transito per tale luogo, non sembra placarsi, anzi, si assiste a una nuova fase : i cartelli.

Infatti ai binari non sbarrati -1, 1a, 2 – sono stati messi dei cartelli, come quello che vi riporto nella foto, che da soli, denunciano non solo la costante involontaria comicità delle varie iniziative repressive, ma quel che è peggio, la mancanza di rispetto -da parte delle stesse autorità- per i diritti dei cittadini e dei viaggiatori.

Ogni stazione ferroviaria è, infatti,  per definizione, un luogo pubblico, non la proprietà privata di quel o di quell'altro “padrone delle ferriere”....Non sono state forse le ferrovie realizzate, ma soprattutto mantenute, con i soldi della collettività? E quindi sia dei ricchi che degli indigenti? E quindi sia di chi si serve delle ferrovie quanto di chi non se ne serve? Ora, la teoria che giustifica lo “status quo” è che le cose sono di chi le paga, non di chi se le accaparra. Ma evidentemente questo non vale...quando si tratta delle ferrovie! Non è stato l'azionista di “Italo” o della -non più pubblica- “Trenitalia” a “tirar fuori i quattrini” quando si è trattato -ad es. - di rimettere a posto le ferrovie dopo l'ultima guerra. No, è stata la collettività “in quanto tale”, o meglio, la sua espressione che, in quel momento storico è sembrata legittima alla maggioranza (chiamata “stato”). Ora, che il comune cittadino, unico e solo legittimo proprietario, l'unico che potrebbe legittimamente andare, venire, decidere....non possa più salutare gli amici al binario, come era abituato a fare, e che per di più, una fazione in armi -eufemisticamente definita “guardie giurate”- sorvegli e decida per lui chi può e chi no avvicinarsi agli stessi....Confuta inesorabilmente ogni vuota discussione sul cosiddetto “diritto”.

A S.M.Novella la vuota assurdità della violenza organizzata  -da parte di fazioni in armi, di capitalisti "mannari" e di "can da seguito"- è, a ogni osservazione, l'unica legge imperante.

A questo punto, per non ripetere noiosamente quanto ho già scritto in precedenza, ( http://www.deapress.com/societa/17213-riflessioni-sulle-nostre-ferrovie.html ) vorrei fare qualche osservazione sull'operato del reparto di polizia (Polfer) “in forza” nella stazione fiorentina in esame. Personalmente trovo che la teoria secondo cui ci sia la necessità della presenza di un reparto fisso di polizia in quel luogo sia questionabile, ma che comunque l'operato dei componenti dello stesso, sia semplicemente insensato. Infatti non sarebbe loro primo dovere l'impedire che fazioni in armi presidino quel luogo a vantaggio di chi le paga? Invece vediamo che non soltanto essi tollerano la presenza delle cosiddette “guardie giurate”, ma anzi...collaborano con ogni mezzo.

Poi, non sarebbe loro dovere vigilare affinché i cittadini rispettino i sacri doveri d'ospitalità non solo verso chi ha i soldi per comprare il rispetto dei suoi diritti, ma anche verso gli altri? Non sarebbe loro dovere assistere e difendere il mendicante, il profugo, lo sbandato? Invece vediamo i suddetti agenti ...dare un pessimo esempio, essendo loro per primi a scacciare, minacciare, infastidire chiunque porti le stigmate del “diverso”......

Invece di cartelli ridicoli, invece di fomentare intolleranza e stupidità, i nostri "pubblici ufficiali" dovrebbero preoccuparsi di evitare che mercenari armati presidino la (purtroppo) nostra stazione, a scorno dei diritti che ognuno di noi -e non gli azionisti di "Italo" o di "Trenitalia"- possono esercitare su tale luogo. Ed in primis quello di andare e venire a piacer nostro, senza pagare "il pizzo" altresi chiamato eufemisticamente biglietto, la cui abusività è ormai chiara anche alle amministrazioni comunali di molte città civili che lo stanno progressivamente abolendo (1).

Fabrizio Cucchi, DEApress

 

(1) Ad es. a Tallin, in Estonia ( http://ec.europa.eu/environment/ecoap/about-eco-innovation/good-practices/estonia/20130617-capital-of-free-public-transport_it.htm ), ma anche in Francia (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/14/la-francia-corre-ai-ripari-mezzi-pubblici-gratis-contro-linquinamento/913946/ )

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Agosto 2014 09:16 )  

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