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Riflessioni sulle nostre ferrovie

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Se la memoria non mi inganna, è stato il compianto Primo Levi a scrivere: “I veri mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Quelli che compiono le peggiori atrocità sono gli uomini normali.” Questa tesi ragionevole ha avuto i suoi sostenitori, ricordo ad esempio l'opera della Arendt su Eichmann, significativamente intitolata “La banalità del male”. In certi casi però è davvero difficile dire se certi abissi di bassezza, siano dovuti all'eccezionale brutalità di un gruppo ristretto di dirigenti oppure alla complicità criminale delle masse di “gente qualunque”.

Questo è il caso delle ferrovie, stazioni, “materiale rotabile” “et similia” qui in Italia e soprattutto nella nostra stazione fiorentina di Santa Maria Novella. Ci vorrebbe un Plutarco per rispondere alla domanda se la straordinaria assenza di civiltà nelle menti dei dirigenti delle (ormai plurale) aziende che gestiscono i treni sia da considerarsi come la causa principale delle aberranti cose che tutti possiamo testimoniare, ovvero se la colpevole connivenza delle masse in proposito abbia svolto un ruolo determinante....

Elenchiamo qualche bestialità “esemplare” del sistema in esame:

a) E' possibile osservare come il biglietto ferroviario rincara costantemente, a fronte di un servizio sempre peggiore...Ma tutto ciò è fuorviante: ultimo in ordine di tempo il sindaco di Livorno, ci si è ormai resi conto che il trasporto pubblico è un servizio che il cittadino e/o lo straniero di passaggio, hanno diritto ad avere gratis. Quindi qualunque biglietto è un abuso. Del resto non è stata la collettività a costruire le ferrovie? Il meno che ci si può aspettare, è di avere in cambio la possibilità di viaggiare senza gabelle inique come il biglietto in questione. Quindi non solo c'è un abuso, ma c'è un abuso che costantemente peggiora.

b) Indegno di un paese civile è il dare a dei dipendenti di società oramai private o pressochè tali, la qualifica di “pubblici ufficiali”. Il controllore del treno, è, come ci ricordano le ossessive decalcomanie sui vagoni....un pubblico ufficiale. Quindi in Italia, “pubblico ufficiale” è il dipendente di aziende private che lavora procacciando profitti -si veda il punto a) – abusivi per il guadagno dei suoi padroni...Come si può allora parlare di “stato di diritto”?

c)La stazione fiorentina di Santa Maria Novella è presidiata, oltre che dalle cosiddette “forze dell'ordine” da un numero sempre crescente di sgherri privati noti sotto l'eufemismo di “guardie giurate”. Lasciando da parte l'assurdità del fatto che al singolo cittadino è di fatto proibito il recarsi armato in tale luogo, e che costoro al contrario son sempre armati...Ma cosa ci fanno lì? Non è forse un luogo pubblico “per eccellenza” e che quindi non dovrebbe poter venire presidiato da una fazione di privati in armi? La loro presenza dimostra chiaramente che il sistema “ferrovie” si regge solo sulla violenza.....

d)Ultima novità in ordine di tempo: gli sbarramenti ad alcuni binari della suddetta stazione. Sulla ragione (o meglio sui pretesti) che giustificherebbero gli stessi possiamo fare solo congetture perchè non c'è nessuna logica razionale in grado di spiegare il fenomeno, se non ricorrendo ad analogie di ordine militare. Stà di fatto che ci sono, e al cittadino sprovvisto di particolari biglietti è tassativamente vietato l'ingresso a detti binari. Della serie: “lasciate ogni curiosità o voi che viaggiate”. Anche il famoso: “ti saluto al binario” segno d'affetto in tempi ormai lontani, viene così a mancare...

e) Parlando di Santa Maria Novella....E dell'irrazionalità della sua gestione....Generazioni di studiosi si arroventeranno inutilmente sul mistero del perchè essa venga chiusa e sbarrata a certe ore della notte, deviando i treni, e costringendo i pendolari a pernottare in città....Anche dal punto di vista economico, avendo già premesso che comunque il biglietto è un iniqua gabella, le ferrovie ci rimettono....Il viaggiatore poi è penalizzato, le cosiddette “forze dell'ordine” hanno un compito inutile in più, nessuno ci guadagna. Siamo al sadismo puro, ben oltre la consueta idiozia del profitto.

Di chi è dunque la colpa? Dei dirigenti ferroviari, noti per gesti di inciviltà abissale come il famigerato licenziamento del perito tecnico che testimoniò contro di loro al processo per la stage di Viareggio? Di istituzioni che, perso ormai ogni carattere democratico, sono oggi solo complici e conniventi di qualunque bestialità le aziende commettano? O della colpevole passività di masse sempre più refrattarie ad indignarsi di fronte agli abusi dei ricchi e dei potenti?

Fabrizio Cucchi, DEApress

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