MANIFESTAZIONE A FIRENZE
La libertà è la nostra Fortezza

Si è tenuta ieri, 28 luglio 2015, la manifestazione di solidarietà alla ragazza violentata il 26 luglio 2008 alla Fortezza da Basso. Per rimanere vicini alla ragazza e alla famiglia, per rafforzare la lotta ai soprusi e alle sopraffazioni che sempre più spesso colpiscono i più deboli, donne e bambini in primis.
L’assurda sentenza che abbiamo letto in questi giorni, che ha assolto i sei ragazzi accusati di stupro, ribaltando la sentenza di primo grado, ha mobilitato donne e uomini di tutte le età, cogliendo l’occasione di ribadire la lotta contro la violenza sulle donne, per l’emancipazione di classe e di genere.
Ecco alcune immagini in diretta fotografate da Silvana Grippi/Archivio Agenzia di Stampa DEApress








Si rafforza la convinzione che le istituzioni dello stato, con le sue regole patriarcali, non potranno mai difendere adeguatamente la dignità delle donne, e questa vicenda ne è la dolorosa conferma. Serve una rivoluzione culturale che parta dal basso per arrivare alle istituzioni nazionali e internazionali.
Oggi nel 2015 le donne sono vittime quotidianamente di offese; dalle violenze domestiche ai femminicidi, fino a rapimenti di massa, stupri e assassinii, specialmente tra le sorelle curde, yazide, nigeriane, indiane. Ma le donne non si arrendono e combattono, la ricerca della Libertà non si può fermare. Dalle mobilitazioni di massa in india alle eroiche combattenti di Kobane che affrontano gli assassini dell’Isis tutti i giorni, donne unite nella resistenza, contro le sopraffazioni, da un coraggio che ci fa sentire tutti vicini/e.








Bisogna combattere ignoranza e stereotipi. E’ ora di finirla con la discriminazione di genere, retaggio medioevale che ci portiamo avanti da troppo tempo!
La cultura e le pratiche maschiliste vanno combattute ogni giorno partendo dal nostro piccolo mondo di uomini e donne; a casa, sul posto di lavoro, per strada, nelle scuole e ovunque i diritti umani e civili vengono calpestati.
Bisogna affermare che non si tratta di una devianza dei singoli ma di un fatto sociale (come dimostrato dalla sentenza del tribunale di Firenze) e come tale va combattuto a tutti i livelli.
PER OGNI DONNA STUPRATA E OFFESA SIAMO TUTTI PARTE LESA!
Massimo Zizzi/DEApress - SilvanaGrippi/DEApress
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