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Firenze 2 Ottobre - Corteo studentesco e sciopero Ataf: ecco i perchè (foto)

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Questa mattina, in molte città italiane, gli studenti sono scesi in piazza per la prima giornata di mobilitazione nazionale dell’anno. Anche a Firenze gli studenti hanno organizzato un corteo che ha visto la partecipazione di più di mille persone e che è stato caratterizzato da varie azioni di protesta.

DSC 0143Il motivo della protesta sono le riforme del mondo dell’istruzione (“buona scuola”, “buona università”) e del lavoro (“jobs act”). Per quanto riguarda la “Buona scuola”, i temi in primo piano sono:
- il rifiuto del processo di aziendalizzazione della scuola e quindi del ruolo acquisito dai presidi, che diventano “manager”;
- il rifiuto dell’alternanza scuola-lavoro come modello da applicare in tutte le scuole garantendo alle aziende lavoro gratuito, sottraendo numerose ore allo studio e creando una nuova ondata di giovani precari già abituati ad essere sfruttati;
- la “digitalizzazione” degli istituti che porta solo ad un maggiore controllo degli alunni e ad uno sperpero di risorse che potrebbero essere investite per migliorare l’edilizia scolastica, visto che molti istituti si trovano in condizioni pericolanti e con scarsità di materiali;
- i temi sempre più stringenti del “caro-libri” e del “caro-vita”, dal costo sempre più alto dei trasporti a quello degli affitti e dei beni primari;
- il problema dei trasferimenti che stanno subendo i docenti, soprattutto costretti a spostarsi da Sud a Nord per riuscire ad avere una cattedra dopo anni di precariato;

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Come dichiarato da uno studente intervistato: “Con la scusa della crisi economica, gli ultimi governi hanno accelerato su una serie di riforme che erano già in atto da anni. Abbiamo visto così abolire in pochi mesi diritti dei lavoratori, ottenuti dopo anni di scioperi e lotte. Invece di porre rimedio alla precarietà che già da tempo si stava diffondendo, rinominandola “flessibilità” il governo l’ha ufficializzata come la nuova “normalità” nel mondo del lavoro. Sul solco di queste riforme è poi passato al mondo dell’istruzione. È infatti sul modello dell’azienda ideale che sono forgiati i ruoli della “Buona Scuola”, con a capo di tutto e tutti un preside manager che acquisisce di fatto un potere autoritario senza precedenti (nemmeno sotto Mussolini). Preside che comanderà su insegnanti già costretti, in molti casi, a spostarsi dall’altra parte dell’Italia per non perdere il lavoro. In questo caso la parola d’ordine è “meritocrazia” ma sappiamo bene che significa “obbedienza ed adeguamento” da parte di studenti ed insegnanti..”

 DSC 0164Anche gli studenti vedranno infatti peggiorare la propria situazione. Ci spiega una studentessa della Rete dei collettivi fiorentini: “Quello che vogliono è fornirci nozionismo e disciplina: vogliono che abbiamo abbastanza competenze per eseguire un compito e abbastanza obbedienza per non lamentarcene, una futura forza lavoro ideale. Ma non è certo una novità: ci sono vari esempi di come gli studenti vengano già adibiti a questo ruolo, come i tirocini gratuiti che molto spesso non sono neanche formativi. Chi ci guadagna è sempre il preside che in cambio di lavoratori (non pagati e senza diritti) può vedersi arrivare finanziamenti privati dalle aziende a cui essi vengono letteralmente affittati. Quello che diciamo noi invece è che il lavoro non può essere obbligatorio e che comunque debba essere retribuito. È così assurdo?”

Non a caso uno dei bersagli della protesta è stato il Centro per l’impiego di via Cavour, dove è stato gettato un sacco di letame davanti all'ingresso e appeso uno striscione conscritto "BASTA TIROCINI, PRECARIETà, SFRUTTAMENTO; NO JOBS ACT".

Se per la scuola la battaglia è già in corso, per l’università poco ci manca: si prevede infatti che la “Buona Università” verrà discussa dal governo Renzi durante l’autunno.

Secondo gli studenti "questa consisterà nell’abolizione dei corsi meno produttivi (ovviamente dal punto di vista economico, non culturale), un ulteriore apertura ai privati e ulteriori tagli al “diritto allo studio”: quello di studiare, ormai, più che un diritto sembra esser diventato un privilegio. Ci sono migliaia di studenti che, noDSC 0177n avendo un reddito sufficiente, avrebbero diritto a una borsa di studio o a un alloggio. Tuttavia, non stanziando abbastanza fondi, la Regione non garantisce a tutti questo diritto. Parliamo dei famosi “idonei non beneficiari”, spesso costretti ad abbandonare l’università strada facendo, non potendo più pagare l’affitto, i libri e le altre spese."

Come è successo poco prima al centro per l'impiego, anche alla sede della Regione di via Cavour è stato gettato un sacco di letame davanti al portone ed attaccato uno striscione.

Ci dice uno studente del collettivo Politico di Scienze Politiche “L'università sta diventando sempre più un lusso per poche élites ed esclude le fasce più povere, con la scusa della meritocrazia. Come possiamo valutare chi è più meritevole in un sistema che avvantaggia in partenza alcuni studenti e ne sfavorisce altri? Quello che chiediamo è che striscione rettoratovenga garantita la possibilità di studiare a tutti, includendo per chi ne ha bisogno l’alloggio, i trasporti, i libri e tutto ciò che serve. La soluzione che propone il governo Renzi invece è quella di sostituire il diritto allo con un Fondo Nazionale per il Merito, al fine di erogare “borse di merito” e di gestire i “prestiti d’onore”, veri e propri debiti con le banche.”

Passando in via della scala e nella zona circostante, caratterizzata da una forte presenza di migranti, gli studenti in corteo hanno ribadito il proprio rifiuto di razzismo e fascismo con cori e slogan.

L’ultima tappa è stata al tribunale dei minori, sanzionato da uova e vernice, dove numerosi studenti sono stati processati negli ultimi anni. Il corteo si è poi concluso in piazza Ognissanti.

DSC 0207Contemporaneamente al corteo si sta svolgendo lo sciopero di 24 ore del personale ATAF, con un'adesione stamattina di oltre l’80%. Gli autisti protestano per il peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro, conseguente alla privatizzazione dell’azienda ad opera di Renzi (ma quando era ancora sindaco). Come si legge in un volantino affisso alle pensiline degli autobus “Oltre 17mila corse saltate in due mesi, 300 al giorno. Bus insufficienti e rotti. Percorsi improvvisati. Carenza di autisti. Orari inaffidabili. Se il tuo autobus non passa la colpa non è di chi lo guida”. Gli autisti sono anche preoccupati per il proprio futuro: infatti non sanno chi sarà il vincitore della gara regionale ed hanno paura che siano loro cambiate residenze di lavoro e temono spacchetamenti di aziende e sub-appalti. Aderiscono allo sciopero tutte le rappresentanze sindacali tranne Cisl.

Un autista di Ataf ha preso la parola durante il corteo degli studenti per spiegare che la lotta dei lavoratori Ataf è la stessa lotta degli studenti, una lotta per garantire diritti e benessere a tutti.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Febbraio 2017 17:44 )  

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