Buffa situazione quella degli impiegati in mutande che vanno a strisciare o mandano altre persone. Eppure la situazione fantoziana riflette solo una parte dei lavoratori e sempre la solita l'ultima catena della ruota.
Molti anni fa negli uffici c'era la firma all'entrata e vi assicuro che quasi tutti/e facevano il loro dovere, anche perché c'era sempre lo sguardo attento degli altri colleghi pronti a denuciare l'irregolarità.
Chi ha un'etica chiara e trasparente ha sempre fatto il proprio dovere.
Purtroppo non è solo lo strisciare dei furbetti anzi spesso i controllori sono i più infami e convinti trasgressori, tanto fanno che la colpa casci sempre al primo/a che sbaglia a strisciare.
Ci sono tanti stereotipi di "ladri di polli" ma ci sono anche situazioni silenti di ricatto tra i vari livelli, di nonnismo o mammismo, per non parlare della falsa meritocrazia. Se sei un livello basso devi sottostare a dirigenti, "capi ufficio" o presunti tali, che vanno a fare acquisti negli orari di lavoro legittimatidal fatto che loro possono e si sentono in diritto di inserire tra un lavoro e l'altro altre cose e poi dicono: "ero fuori per lavoro". E i pranzi di lavoro?
E poi per non parlare della spesa oppure "essere portati a casa e fare la spesa con gli autisti" e ai dirigenti sempra tutto dovuto...loro hanno lavorato mentre altri "forse" scaldano le sedie.
Ipocrisia e opportunità regnano negli ambienti pubblici. Riunioni di lavoro? Boh!! Corsi di formazione? solo per pochi....
L'infamia continua rivolta agli altri: "si vede che ha poco lavoro, guarda il mio tavolo, non riesco a fare pari".
Lo sport più praticato è guardare gli altri: come sono vestiti, come passano il tempo, e così via. Ho sempre odiato lavorare con colleghi/e stupidi/e e quando ne ho avuto alcuni di valore li ho tenuti come amici/e.
Beh! tra dinosauri e vipere un'altro sport praticato è "la malattia" e su questa "no comment".
Sfogo di una ex impiegata scappata dall'ufficio pubblico
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