Stamattina a Firenze, mentre alla Fortezza da Basso era in corso Pitti bimbo, duecento bambini provenienti da Firenze, Roma e Bologna percorrevano in corteo con le loro famiglie il centro di Firenze. Sono i bambini che vivono nelle case occupate: protestano contro l’art.5 del Piano Casa del Governo Renzi.
Questa norma, infatti, negando la residenza a chi vive in una casa occupata, cancella il diritto ad un futuro e ad un presente dignitoso per centinaia di uomini, donne e bambini che in tutta Italia hanno trovato risposta al problema dell’emergenza casa solo grazie alle occupazioni.
Non avere la residenza significa, infatti, oltre a notevoli problemi sul rinnovo del permesso di soggiorno, non poter accedere a misure di welfare di nessun tipo: dalla sanità pubblica, ai sussidi fino ai bandi stessi per la casa popolare.
Anche iscriversi a scuola dopo l’art.5 diviene un percorso irto di ostacoli e a volte irrealizzabile.Il corteo, partito da piazza San Lorenzo è passato davanti al Duomo e si è concluso in piazza Bambini e bambine di Beslan.
Erano presenti anche alcuni richiedenti asilo che vivono in una grande occupazione all'Osmannoro. In un intervento dal furgoncino è stato fatto notare come il Comune, nonostante non riesca a fornire loro una sistemazione a norma, non si faccia scrupoli a staccare elettricità e riscaldamento all'edificio in uno dei periodi più freddi dell'anno (come è successo appena due giorni fa). E' stato anche ricordato che molti dei lavoratori di Pitti abitano in case occupate e sono costretti a passare da un lavoro precario all'altro.
Altri interventi hanno messo in luce come, mentre molti bambini vedono messo a dura prova il diritto ad un'infanzia felice, in città venga data la priorità a chi non si fa scrupoli a vedere nei bambini solo un'occasione di profitto, proponendo linee di abbigliamento che solo poche persone possono permettersi.
Già il 16 Ottobre 2015 centinaia di bambini erano scesi in piazza a Roma nel primo KidzBlock (gioco di parole che prende in giro chi vorrebbe far passare gli appartenenti ai Movimenti per il diritto all'abitare per "black block"). I bambini e i militanti del movimento hanno poi proseguito la mobilitazione, attivando nelle varie città numerosi percorsi (come il Comitato per il diritto allo studio di Firenze) che rivendicano un diritto allo studio garantito a tutti e tutte, anche per le famiglie che non possono sostenerne le gravose spese (libri, materiali, mense, trasporti), anche ai bambini e le bambine occupanti.

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