Come annunciato ieri, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato questa mattina il decreto che dichiara lo stato di emergenza per i danni provocati dal violento nubifragio che sabato 1 agosto si è abbattuto su Firenze ed altre località toscane. La Regione Toscana resta in contatto anche con la protezione civile nazionale, che nella giornata di domani invierà a Firenze cinque ispettori.
Intanto, sui luoghi colpiti è già impegnato un primo gruppo di richiedenti asilo volontari, come auspicato domenica dallo stesso presidente, ma è previsto l'arrivo di altri volontari di varie associazioni che hanno deciso di rispondere alla richiesta di aiuto della città.
Il presidente Rossi ha l'operato della protezione civile quale «prova di uno Stato che in questo evento c'è stato fin dall'inizio» ma ha speso parole di riconoscimento anche per il lavoro dei profughi volontari: «mi sembra importante – ha detto – che da oggi ci siano al lavoro anche questi ragazzi. E' un modo per riconoscere la nostra ospitalità e per restituire qualcosa alla città in un momento così difficile».
Quanto al nubifragio, Rossi ha concluso con una riflessione sui cambiamenti climatici, anche in vista della conferenza mondiale di Parigi, prevista a novembre proprio su questo argomento: «Tutti dovremo fare i conti con questi cambiamenti, istituzioni e cittadini. Anche l'Europa dovrà farlo. Abbiamo bisogno di più Europa, anzi, degli Stati Uniti d'Europa, non solo sul terreno del lavoro, ma anche sul quello della riduzione di CO2 e dello sviluppo sostenibile».
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