I migranti a bordo della Sea Watch, ferma da tre giorni a largo di Lampedusa e da ben due settimane trascorse in mare, sono sbarcati a Lampedusa nella notte. La capitana Carola Rackete, senza autorizzazione, è entrata in porto invocandosi allo stato di necessità. Le 40 persone, che sono state in queste settimane assistiti dai volontari della ong, prontamente ringraziati, all'1 e 50 dopo avere ottenuto l'autorizzazione sono state fatte scendere a terra ferma, e attualmente si trovano al Centro di contrada Imbriacola. Poi l'imbarcazione è stata messa sotto sequestro dalle forze dell'rdine. Carola Rackete è stata poi arrestata per violazione dell'Articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, e rischia dai tre ai 10 anni di reclusione. Accusa anche di tentato naufragio. Rocketr avrebbe ignorato lo stop della guardia di finanza e sarebbe entrata nel porto di Lampedusa impattando una vedetta delle fiamme gialle, che stava provando a imopedire l'ingresso, finendo con lo speronarla. E' stata poi personalmente presa in consegna dal luogotenente Antoninio Giannoe da altri 4 finanzieri, che le hanno notificato l'arresto. Attualmente la capitana si trova agli arresti domiciliari in attesa della decisione degli inquirenti. In sue difesa è intervenuta Giorgia Linardi, portavoce di Sea watch Italia: "La comandante Carola non aveva altra scelta, da 36 ore aveva dichiarato lo stato di necessità che le autorità italiane avevano ignorato". "E' stata una decisione disperata per una situazione che era diventata disperata" han dichiarato i suoi legali. Ad accogliere la capitana al molo gli applausi di un centiniaio di persone accorse sul molo.
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