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Comunicati dei centri sociali di Firenze

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Riceviamo e pubblichiamo i comunicati dei 2 principali centri sociali della città di Firenze:

 

Dal csa Next-Emerson:


 

SOSPENSIONE ATTIVITÀIl termine emergenza è stato talmente abusato negli ultimi 30 anni che sembra ormai difficile credere che le situazioni emergenziali siano reali. Una sorta di perenne al lupo al lupo caratterizza le nostre esistenze, bombardate da paure artificiose dove ogni cosa è un’emergenza: il caldo, il freddo e il tiepido. E quando la realtà diviene più critica e l’emergenza si tinge di vero è difficile capire cosa accada e orientarsi.Il fatto che le nostre strutture sanitarie siano in affanno è una conseguenza diretta delle politiche dei tagli del personale, dei fondi, di delega al settore privato. Il fatto che i nostri destini siano legati a doppio filo con quelli dei flussi di denaro e di capitale è una conseguenza diretta del nostro modello di sviluppo. Non potersi fermare per gestire un problema di salute pubblica senza l’affano di un disastro economico è la conseguenza diretta di un sistema basato sulla competizione, in cui l’economia non è la divisione equa della torta in parti uguali, ma l’arraffare più che si riesce, a discapito di chi resta indietro.

La mentalità egotica stigmatizzata dai media in relazione al corona virus, è la normalità che viene non solo accettata, ma propagandata a gran voce, come il solo modello possibile di relazione.
Questo virus ci riporta nella condizione in cui versa chi in questo mondo affanna, fatica, sta male e alla necessità del 
mutuo appoggio,della solidarietàma anche alla capacità di saper puntare il dito verso quello che ci ha reso così deboli.

 

E’ scontato dire che in questo contesto sanitario le attività del centro sociale non possono continuare, abbiamo dovuto annullare tutte le serate, i concerti, i corsi, le riunioni, in attesa di capire come riprendere, quando la questione di salute pubblica sarà migliorata.Staremo in casa, usciremo poco, sopporteremo, perchè una situazione già grave non si tramuti in una catastrofe. Ci tocca.Ma non ce ne dimenticheremo a epidemia passata. Quando si cercherà di imporre l’ennesima grande opera inutile e dannosa, l’ennesimo taglio alla sanità, l’ennesimo spregio alla dignità delle persone, quando tornata la normalità pessima in cui viviamo saranno invocate di nuovo senza pudore le ragioni dell’economia su tutto.

 

Con gli strumenti a nostra disposizione ci stiamo coordinando per continuare a nutrire la nostra vita culturale e sociale.
Le radio libere sparse per l’italia si stanno organizzandosi per continuare a trasmettere e riempire di voci le nostre case.
Seguiteci su 
https://wombat.noblogs.org
Per notizie sulla ripresa delle attività del csa 
https://www.csaexemerson.it

CSA NEXT EMERSON"

Dal CPA Fi-Sud:

"LA NOSTRA SALUTE VIENE PRIMA DEI LORO PROFITTI

OBBLIGATI a LAVORARE e LIBERI di MORIRE? NO, GRAZIE!

LA NOSTRA SALUTE VIENE PRIMA dei LORO PROFITTI! FERMIAMOLI!

La crisi sanitaria che sta attraversando l’Italia diventa di giorno in giorno più grave. La sottovalutazione e l’impreparazione delle autorità e di tutta la classe dirigente (politici, banchieri, industriali, manager, giornalisti etc etc.) sono sotto gli occhi di tutti e pongono la popolazione di fronte alla prospettiva angosciante di dover correre ai ripari, alla disperata ricerca di una soluzione individuale per un problema che non può avere soluzioni individuali ma solo collettive. Per questo ci sentiamo di rivolgere, prima di tutto a noi stessi ovvero a chi frequenta il CPA e a chi lo sente come uno spazio proprio, un appello alla solidarietà attiva e alla responsabilità, che impongono di fare di tutto per rallentare il contagio in atto.

Come CPA Firenze Sud abbiamo deciso di sospendere le nostre attività fino a quando sarà necessario, senza eccezioni. Altrettanto chiaramente vogliamo dire che il Centro Popolare è uno spazio che si pone come argine al degrado -quello vero- e come antidoto all’abbandono, pertanto, seppure con attività sospese, non sarà in questi giorni un posto abbandonato e lo vigileremo quotidianamente…a buon intenditore poche parole.

Se siamo arrivati al punto in cui siamo è troppo facile scaricare le colpe sui comportamenti individuali. Mentre la situazione dei reparti di terapia intensiva è sempre più drammatica, anche in Toscana e a Firenze, il governo chiude le scuole ma lascia aperte fabbriche e uffici, chiedendo a tutti di non uscire di casa ma poi si costringe le persone a recarsi a lavorare se non vogliono o non possono prendere permessi o ferie. Come, se mentre siamo sull’autobus o in treno per andare a lavoro o siamo in officina, in ufficio o in magazzino diventassimo improvvisamente immuni al coronavirus e al suo contagio. E, come se non bastasse, non una parola è stata spesa sulla tutela dei lavoratori che hanno perso il lavoro e di quelli che lo perderanno, nessuna misura concreta è stata approntata di fronte alla crisi economica, niente per bloccare i licenziamenti e per dare tutele a chi ancora una volta si trova a pagare sulla propria pelle per situazioni che non ha creato. Tutte le decisioni vengono prese per tutelare gli interessi di una classe imprenditoriale che non vuole vedere fermarsi la produzione dei propri profitti e non vuole pagare il conto di questa crisi così come quello delle tante altre crisi che l’hanno preceduta.

Anche le rivolte sono un contagio, questa volta positivo, che in poche ha ore ha visto le fiamme alzarsi da nord a sud. Bene hanno fatto i prigionieri delle carceri di tutta Italia che si sono ribellati alla totale assenza di tutela nei loro confronti e alle ulteriori restrizioni che sono state loro imposte, in una condizione già insopportabile per il sovraffollamento, e che per questo stanno pagando un prezzo di sangue altissimo con ben 12 morti. Allo stesso modo in diverse fabbriche e magazzini si iniziati i primi blocchi e scioperi perché i lavoratori non si sentono tutelati e le misure igienico-sanitarie prese dalle aziende non sono sufficienti a garantire la salute collettiva.

Per chi ci governa “emergenza” vuol dire che ci sono “cittadini di serie A” e “cittadini di serie B”, che c’è chi, quando si porrà la necessità di operare una scelta, sarà curato e chi no. Per questo siamo al fianco di prigionieri e lavoratori perché pensiamo che la loro lotta sia la nostra stessa lotta: la lotta per proteggere la nostra salute come bene collettivo intoccabile e non subordinato ai loro profitti.

Non possiamo e non dobbiamo permettere che le classi dirigenti usino il coronavirus per determinare un ulteriore peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro e un nuovo inasprimento delle condizioni di repressione sui posti di lavoro e in tutta la società.

Mettiamo la nostra salute al primo posto, ribelliamoci all’obbligo di lavorare, fermiamoci se non sono rispettate le condizioni di sicurezza, protestiamo con aziende e sindacati, mettiamoci in malattia se questo non avviene. Se siamo davanti ad un’emergenza, tutto si deve fermare! 

 

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud"

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Marzo 2020 13:05 )  

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