UN PENSIERO PER ANDREA
Due giorni fa ho appreso dell'incidente automobiliatico in cui un mio amico ha trovato la morte. Premetto che questo non vuol essere un articolo di cronaca nera ma solo ricordare una persona a me cara che non c'è più.
Conobbi Andrea nel 2014, quando ero in un periodo di transizione (stavo lasciando l'università e non sapevo bene cosa fare nella vita). Fu subito un "colpo di fulmine", forse perché entrambi avevamo un passato molto simile; forse perché anche lui era molto indeciso su cosa fare della propria vita; forse perché i nostri caratteri e ideologie, così distanti a prima vista, si attraevano. Nel periodo della nostra amicizia ci furono alti e bassi, allontanamenti e avvicinamenti; tuttavia, fino a quando lo persi di vista circa un anno fa per un litigio, la nostra relazione si è sempre basata sul rispetto reciproco, che si è poi trasformata in qualcosa di più intimo. Infatti insieme abbiamo condiviso sì dolori, ma soprattutto gioie, anche legate all'arte stessa: mentre io scrivevo, lui suonava, così da creare qualcosa di unico, non riproducibile, sennò in forma mnemonica.
Amico mio, qualcuno vicino a te mi ha detto che eri cambiato, ora più consapevole e responsabile davanti ai tuoi doveri (soprattutto per tua figlia); il mio rimpianto, che porterò meco per tutta la vita, è il non averti visto esprimere appieno le potenzialità che avevo in te notato, e, per tutto il tempo che ti sono stato vicino, ho cercato di stimolare. Adesso non posso più far nulla; adesso sono in una prigione di ghiaccio; adesso posso però farti rivivere nel volto delle persone che amavi: sol così tu vivrai per sempre.
LUCA VITALI ROSATI
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