Roma - In piazza San Giovanni si è svolto il concerto del primo maggio. Sotto una pioggia battente artisti come Ligabue si sono cimentati nella musica, in una serata all'insegna della musicalità e della rivendicazione dei diritti di lavoratori e lavoratrici ma facendo aggiungere al pubblico e ai cantanti altri diritti ancora in essere o addirittura negati.
La pioggia non ha scoraggiato: la stampa scrive che in piazza c'erano circa trecentomila persone.
A dirigere ecco la brava conduttrice Ambra Angiolini, la quale ha ricordato, in apertura, il giovane Lorenzo Parelli, il 18enne morto nel gennaio di quest'anno, nel tragitto che faceva tutti i giorni da scuola al lavoro. I genitori del giovane hanno fatto un appello alla sicurezza.
La stessa Ambra si è fatta portavoce dei diritti - negati - delle donne, affermando: "Avvocata, ingegnera, architetta. Tutte queste vocali in fondo alle parole sono, e saranno armi di distrazione di massa? Ci fanno perdere di vista i fatti e i fatti sono che una donna su cinque non lavora dopo un figlio, che guadagna 1/5 (un quinto) in meno di un uomo che copre la stessa posizione. Riprendetevi le vocali in fondo alle parole, ma ridateci il 20% di retribuzione".
Tra gli interventi sul palco del concertone c'è stato quello del fisico Carlo Rovelli, che è andato all'attacco delle spese militari e dei "piazzisti di strumenti di guerra" che costruiscono strumenti di morte "per ammazzarci l'un l'altro". "Stiamo andando verso una guerra che cresce e, invece, di cercare soluzioni i Paesi si sfidano, invadono, soffiano sul fuoco della guerra e la tensione internazionale non è mai stata così alta come adesso"; parole importanti dette dal divulgatore scientifico; successivamente ha puntato, pur senza nominarlo direttamente, il dito contro il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che in passato è stato presidente della Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza: "In Italia, il ministro della Difesa è stato vicinissimo a una delle più grandi fabbriche di armi nel mondo, Leonardo....".
Poco dopo Ambra Angiolini è intervenuta per sottolineare come "qua non c'è censura. Dispiace che non essendo un dibattito politico, quando si attacca qualcuno, come nell'intervento del professor Rovelli, dovrebbe esserci un contraddittorio che non c'è stato".
Una serata di pioggia ma anche di speranza
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