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BUFFONI, VILLANI E GIOCATORI ALLA CORTE DEI MEDICI

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Faustino Bocchi

(Brescia, 1659 - 1741)

Il Gatto Mammone

1690 – 1695 ca.

olio su tela

Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina ed Appartamenti Reali, depositi

 

 

 

Firenze, Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini

BUFFONI, VILLANI E GIOCATORI ALLA CORTE DEI MEDICI

la singolare mostra che aprirà domani 19 maggio a Palazzo Pitti (fino all’11 settembre), curata da Anna Bisceglia, Matteo Ceriana, Simona Mammana, propone opere d’arte con soggetti figurativi tra i più bizzarri e inaspettati , conservati presso le collezioni medicee tra il Cinquecento e il Settecento.

Sono scene cosiddette “di genere” che, per volere dei committenti, permettevano di illustrare – spesso anche con intenti morali o didascalici – aspetti diversi della vita sociale e di corte, spesso aspetti comici , temi che, ritenuti di basso profilo e basso decoro, sarebbero stati indegni di una pittura alta.

Le circa trenta opere provenienti per la massima parte dai depositi della Galleria Palatina e dalla Galleria delle Statue e delle Pitture, mostrano un campionario variopinto ed inaspettato di personaggi della corte medicea , spesso realmente vissuti con il compito di intrattenere e divertire i signori, sempre annoiati rispetto al rigido cerimoniale di corte, dai buffoni, ai nani, ai grezzi contadini e ai giocatori.

La pittura “di genere”, come strumento di lettura della realtà, ben lontana dalla rappresentazione di principi, dame e soggetti sacri, bensì di momenti di vita quotidiana: mercati, interni di abitazioni, feste etc con la comicità che pervade alcuni personaggi, ma anche con la malinconia nella rappresentazione dei buffoni di professione che nella mostra vengono rappresentati nei tre tipi: della parola – abilissimo nelle acrobazie verbali e nelle improvvisazioni spiritose, del fisico l’anomalia dei deformi e, infine, la devianza mentale, ben rappresentata dal Meo Matto di Giusto Suttermans.

Buffoni, nani e giocolieri considerati alla stregua di giocattoli, degni di essere conservati nella “camera delle meraviglie”, sono personaggi che interagiscono con la corte e spesso – proprio per il loro ruolo di oggetto del divertimento – hanno particolari licenze nei rapporti con il signore, possono essere considerati anche la coscienza parlante del signore stesso.

Proprio sulla base di queste giocose e comiche libertà espressive gli autori delle opere del tempo si sono permessi un’arte giocosa e bizzarra, commissionate non da grandi nobili, ma più spesso dalla borghesia e dai mercanti.

Un grande maestro del genere è stato Justus Sustermans, conosciuto con il nome di Giusto, e di cui è esposto il “Ritratto di un buffone” (Meo Matto, ante 1640), “Il guardarobiere di Pratolino con cacciatori e cuochi della famiglia medicea”, la “Madonna Domenica delle Cascine, la Cecca di Pratolino e Piero moro”.

E ancora l’esilarante “Quattro servitori alla corte dei Medici”, di Anton Domenico Gabbiani, “Il gatto Mammone mascherato” di Faustino Bocchi e, in ambito olandese, “Due Cantastorie vagabondi” e il “Nano dormiente: il nano Bocciolo” ignoto secolo XVII.

Assieme ai dipinti in mostra troviamo le sculture in marmo del Nano musicante di Agostino Ubaldini e del Nano con sonagli di Andrea di Michelangelo Ferrucci, oltre al bronzetto del Giambologna raffigurante l’Uccellatore e proveniente dal Museo Nazionale del Bargello.

A corredo della mostra è stato predisposto un itinerario nel Giardino di Boboli dove tutti questi personaggi: villani, contadini, giocolieri e caramogi ci accompagnano giocando , si nascondono nei boschetti, nelle radure nei prati, dietro gli alberi, con comicissime espressioni.

Mostra da non perdere, ha permesso il restauro di 14 dipinti, 2 sculture e diverse cornici recuperate dai depositi.

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