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PALAZZO STROZZI - IL CINQUECENTO A FIRENZE

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Andrea del Sarto (Andrea d’Agnolo; Firenze 1486-1530)

Compianto su Cristo morto (Pietà di Luco) 1523-1524, olio

su tavola, cm 238,5 x 198,5. Firenze, Gallerie degli Uffizi,

Firenze, Palazzo Strozzi –Visitabile da domani 21 settembre 2017 fino al 21 gennaio 2018 la mostra “Il cinquecento a Firenze, maniera moderna e controriforma. Tra Michelangelo e Giambologna”, a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, ultimo atto della trilogia di mostre iniziata con Bronzino nel 2010 e Pontormo e Rosso Fiorentino nel 2014. La rassegna celebra un’eccezionale epoca culturale e di estro intellettuale, in un confronto serrato tra “maniera moderna” e controriforma, tra sacro e profano: una stagione unica per la storia dell’arte, segnata dal concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, uno dei più geniali rappresentanti del mecenatismo di corte in Europa.

La mostra comprende oltre 70 tra dipinti e sculture, per un totale di 41 artisti, espressione della temperie culturale di quel tempo. Lungo le sale di Palazzo Strozzi si trovano a dialogare, in un percorso cronologico e tematico allo stesso tempo, opere sacre e profane dei grandi maestri del secolo come Michelangelo,Pontormo e Rosso Fiorentino, ma anche di pittori quali Giorgio Vasari, Jacopo Zucchi, GiovanniStradano, Girolamo Macchietti, Mirabello Cavalori e Santi di Tito e scultori come Giambologna,Bartolomeo Ammannati e Vincenzo Danti, solo per nominare alcuni di coloro che furono coinvolti nelle imprese dello Studiolo (Lo Studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio a Firenze, iniziato nel 1570, è una delle creazioni più alte ed originali della maniera fiorentina, frutto della collaborazione tra l'intellettuale Vincenzo Borghini e un gruppo di trentuno artisti capeggiati da Giorgio Vasari), della Tribuna (la Tribuna è una sala di forma ottagonale situata nel corridoio di Levante della Galleria degli Uffizi.Voluta da Francesco de’ Medici, che ne affidò l’esecuzione a Bernardo Buontalenti, venne ultimata nel 1583)e nella decorazione delle chiese fiorentine.

Il visitatore può assistere a confronti mai visti tra opere – come quello imperdibile tra la Deposizione di Santa Felicita di Pontormo, la Deposizione dalla croce di Volterra di Rosso Fiorentino, il Cristo deposto di Bronzino proveniente da Besançon – e riscoprire, tra gli altri, capolavori come la celebre Pietà di Luco di Andrea del Sarto e il Dio fluviale di Michelangelo.

Il percorso si muove poi per confronti: prima una sezione dedicata a temi sacri con gli artisti che lavorarono ai nuovi altari riformati nelle chiese fiorentine, poi quella sui temi profani spesso legati alla personalità di Francesco I. In entrambe le sezioni troviamo i medesimi artefici tra cui Giorgio Vasari, MirabelloCavalori, Girolamo Macchietti, Santi di Tito, Jacopo Coppi, Maso da San Friano, GiovanBattista Naldini, Giambologna. Nella parte centrale, a cerniera fra sacro e profano, due sale sono dedicate agli artisti – di cui si potrà apprezzare anche l’attività di ritrattisti, come nel grande Ritratto di Francesco I di Alessandro Allori, del 1570-1575, dal Museo Mayer van den Bergh di Anversa – e ai generi che si ritrovano nello Studiolo di Francesco I.

Tra le opere sacre si ricordano la Crocifissione della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Vasari (1560-1563), l’Immacolata Concezione del Bronzino in deposito alla Chiesa della Madonna della Pace (1570-1572), la Resurrezione della Basilica di Santa Croce di Santi di Tito (1574 circa), Cristo e l’adultera di Alessandro Allori (1577) della Basilica di Santo Spirito, mentre tra le opere profane le sei lunette, qui riunite per la prima volta, che costituiscono uno dei rari cicli pittorici di soggetto profano e allegorico

eseguiti da alcuni dei pittori coinvolti nello Studiolo di Francesco I a Palazzo Vecchio. Inoltre il Mercurio del Kunsthistorisches Museum di Vienna di Giambologna (1564-1565 circa) e Michelangelo, Soderini e il sultano della National Gallery di Londra di Mirabello Cavalori .

Nelle ultime due sale saranno raccolti marmi e tavole d’altare di grande tenore qualitativo: opere eseguite proprio allo scadere del Cinquecento o addirittura già sul primissimo avvio del Seicento, come la Visione disan Tommaso d’Aquino della Chiesa di San Marco a Firenze di Santi di Tito (1593); I miracoli di sanFiacre di Alessandro Allori da Santo Spirito (1596) e l’altorilievo di Pietro Bernini San Martino divide ilmantello col povero (1598 circa, Napoli, Museo di San Martino).

39 055 2645155 www.palazzostrozzi.org

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