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IL CODICE DI LEONARDO PRESTATO AGLI UFFIZI DA BILL GATES

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Firenze, Uffizi, 29 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019 - Nel 2019 cadono i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, per questa epocale scadenza le Gallerie degli Uffizi esporanno il codice di Leonardo nella mostra "Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L'acqua Microscopio della Natura", a cura di Paolo Galluzzi, frutto di oltre due anni di preparazione e realizzata insieme al Museo Galileo con il contributo di Fondazione CR Firenze.

Il Codice Leicester fu compilato da Leonardo quasi interamente a Firenze tra il 1504 e il 1508. È composto di diciotto bifogli (ognuno mediamente di circa 30 x 44 cm) per complessive settantadue pagine dense di pionieristiche annotazioni di mano mancina e di affascinanti disegni, schizzi e diagrammi.

L’acqua (natura, forza e movimenti, tecniche e dispositivi meccanici e idraulici innovativi per piegarla a beneficio dell’uomo, ecc.) costituisce il tema centrale del manoscritto. Leonardo prende spunto da geniali indagini teoriche e sperimentali sull’elemento acqua per formulare conclusioni rivoluzionarie anche sulla natura degli altri elementi (fuoco, aria, terra), per spiegare fenomeni astronomici come la luce cinerea della Luna, per formulare ipotesi visionarie sulla formazione e sulla continua trasformazione del nostro pianeta, demolendo con analisi acute la tradizionale interpretazione della presenza di fossili marini sulla cima dei monti come conseguenza del Diluvio Universale.

Dopo la morte di Leonardo ad Amboise nel 1519, il Codice Leicester, come gli altri manoscritti vinciani, rimase nelle mani del suo fidato allievo Francesco Melzi. Alla scomparsa del Melzi (1570), iniziò la penosa dispersione dei codici vinciani che coinvolse anche il Codice Leicester. Possediamo pochissime informazioni sulle sue vicissitudini. Sappiamo che era in possesso dello scultore Guglielmo della Porta, che morì a Roma nel 1577. Oltre un secolo più tardi (1690) fu acquistato dal pittore Giuseppe Ghezzi, che lo vendette nel 1717 a Thomas Coke, futuro Earl of Leicester. Di qui il nome tradizionalmente attribuito al Codice, ripristinato dall’attuale proprietario Bill Gates (dal 1994), dopo che era stato nella disponibilità di Armand Hammer (lo acquistò nel 1980), il quale assegnò al manoscritto il proprio nome.

Il Codice Leicester (allora ancora denominato Hammer) fu esposto nel 1982 a Palazzo Vecchio nella Sala dei Gigli, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi).

Rispetto a quel lontano evento la mostra allestita agli Uffizi presenta novità sostanziali: lumeggia il contesto biografico, artistico e scientifico nel quale Leonardo vergò il prezioso manoscritto; favorisce la lettura del suo contenuto attraverso l’esposizione dei testi a stampa e dei manoscritti che Leonardo utilizzò come fonti per la compilazione del Codice; illustra la fortuna europea goduta dalle idee innovative contenute nel manoscritto dopo la morte del suo autore; presenta un numero significativo di disegni autografi di Leonardo, che esibiscono esplicite risonanze con i temi trattati nel Codice Leicester, prestati dalle prestigiose istituzioni italiane e straniere che li conservano. Propone, infine, un’innovativa serie di strumenti multimediali immersivi che favoriscono la fruizione consapevole di questi documenti e delle affascinanti storie che raccontano.

Una storia affascinante di cui la mostra fiorentina renderà vivo e stupefacente il prezioso contenuto avveniristico sicuramente patrimonio di tutta l'umanità.

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Codice Leicester: studi sulla riflessione dei raggi solari dalla terra alla luna.

 

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Codice Leicester: note e disegni su correnti d'acqua che incontrano ostacoli

 

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