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La Citè chiude a dicembre. Givone: "Questo è accanimento".

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“La Citè si avvia definitivamente alla sua fine”. Con questa parole, gli stessi titolari del locale in Borgo San Frediano hanno annunciato su Facebook la loro chiusura. La famosa libreria-caffè era stata, infatti, messa sotto sequestro per disturbo delle quiete pubblica. “Due giorni fa” continuano “rigettando il nostro ricorso, il giudice ha confermato il sequestro preventivo della Citè con chiusura obbligatoria alle 23. L'attesa dei tempi processuali e di un eventuale appello non ci consentono di sopravvivere”. Una chiusura così anticipata non permette la realizzazione di tutte quelle attività culturali, musicali e artistiche che da sette anni caratterizzano la Citè e permettono la sostenibilità economica del locale e dei suoi lavoratori. “Se non cambia qualcosa a dicembre saremo costretti a chiudere, con immensa tristezza, rabbia e indignazione per una Firenze burocratica e bottegaia che non ci ha mai appoggiato né difeso”.

Un amaro scherzo del destino per il caffè-letterario che aveva ottenuto nel luglio scorso due ore in più di apertura serale. Le attività della giornata non bastano a sostenerlo. Eppure l'utilizzo della libreria durante tutto il giorno rappresenta “una ricchezza per gli abitanti del quartiere, per i ragazzi che vengono a studiare, per le mamme e i bambini che vengono a giocare e, in generale, per chiunque abbia voglia di leggere un libro , ascoltare musica, usare internet, incontrarsi con gli amici, senza dover necessariamente consumare".

Tuttavia, proprio di questi giorni è il primo faccia a faccia fra i ragazzi del caffè-letterario e il Comune, rappresentato dall'assessore alla cultura Sergio Givone. Due parti e un solo obiettivo: salvare la Citè. Ma il problema non cambia: la difficile convivenza con il resto del quartiere. L'assessore afferma di non poter non tenere in considerazione la sentenza del giudice, ma d'altro canto si mostra propenso a cercare una soluzione affinchè questa realtà non muoia.

“Non posso contestare la decisione del tribunale” dichiara Givone “ma, come tanti, mi chiedo il perchè di questo accanimento contro i gestori di un locale che fa quello che fanno tanti, proprio in quella strada, in Borgo San Frediano”.

Fonti:

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