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Giornata della Memoria al Museo Novecento

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Il 27 Gennaio 2018 la Giornata della Memoria al Museo Novecento prende le sembianze di Primo Levi e dei coniugi Mario Mafai e Antonietta Raphael. La doppia iniziativa rientra nel programma della "Shoah dell'arte", organizzato da Ecad (Ebraismo Culture Arti Drammatiche), che vede il museo partecipare alle commemorazioni per le vittime dell'Olocausto.

La giornata comincia alle 11 del mattino, quando nell'altana si terrà la conferenza “Mario Mafai e Antonietta Raphael negli anni del regime”, organizzata dall'Associazione Mus.e e curata da Elisabetta Stumpo. L'incontro ripercorre la vita dei coniugi Mafai, colpiti nei modi più vari dagli abusi della dittatura, dalla demolizione della loro casa atelier di via Cavour a Roma, alla necessità di nascondersi con tutta la famiglia all’indomani dell’emanazione delle leggi razziali. Una conferenza incentrata sull'esperienza artistica della coppia durante la quale verrà eccezionalmente mostrata al pubblico l'opera Fantasia (1940) della serie Fantasie.

Alle 15:30 gli allievi del laboratorio teatrale La Stanza dell'Attore (tutti studenti del liceo Michelangelo) saranno i protagonisti della lettura-installazione - diretta dal regista teatrale Giovanni Micoli - “Il viaggio”, che vedrà impegnati i ragazzi nella lettura del capolavoro “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
Insieme a loro anche il direttore artistico del Museo Novecento, ideatore dell'iniziativa, Sergio Risaliti. "Non possiamo dimenticare ciò che è accaduto, soprattutto oggi che intollerabili manifestazioni di rigurgito fascista e aberranti rimozioni emergono nelle nostre società democratiche - dice il direttore -. Esiste un’arte prima dell’Olocausto e ne esiste una dopo. L’arte, la poesia sono sopravvissute assieme alla memoria. Il silenzio, cui faceva riferimento il grande filosofo Theodor Adorno, ha “condannato” gli artisti a dire l’orrore".

Una storia lunga quasi ottocento anni, quella del complesso delle ex Leopoldine, che tra i vari eventi e passaggi di consegne – da ricovero per i pellegrini a istituto per le giovani indigenti fino alla trasformazione in istituto scolastico nel secondo dopoguerra prima di essere convertito in museo - annovera una pagina buia, quella che negli anni tra il 1943 e il 1944, lo vede requisito dalle truppe germaniche di occupazione. All'interno della struttura furono reclusi e interrogati i lavoratori che aderirono allo sciopero del marzo 1944, indetto dal Comitato di Liberazione nazionale, 338 dei quali furono trascinati alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e deportati nel lager nazista di Mauthausen. Dei 338 deportati sopravvissero solo in 64.

 

Info: Tel. 055-2768224 – 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 26 Gennaio 2018 23:04 )  

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