DEApress

Saturday
Oct 31st
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Architettura occupata per Afrin

E-mail Stampa PDF

29498030_573997772978105_89430360396649811_n.jpg

Da ieri la scuola di Architettura è occupata. Vogliamo rompere il vergognoso silenzio sull'aggressione criminale dell'esercito turco – supportato sul campo dalle milizie jihadiste - alla popolazione di Afrin, nel nord della Siria. La facoltà rimarrà occupata fino a domenica, ospitando decine di iniziative di informazione e dibattito sul genocidio dei curdi in corso ordinato da Erdogan e sull'esperienza di rivoluzione democratica della Federazione della Siria del Nord, oggi attaccata a colpi di bombardamenti e colpi di artiglieria.

Proprio ieri, mentre davamo vita a questa iniziativa, venivamo raggiunti dalla notizia dell'ennesimo attacco terroristico portato dall'Isis in Europa, ancora una volta in Francia. Difendere Afrin e la rivoluzione democratica vuol dire sostenere chi in questi anni ha combattuto sul campo lo Stato Islamico, costruendo un alternativa politica di convivenza pacifica di tutti i popoli e le religioni che abitano nella regione mediorientale. Ad attaccare gli stessi uomini e donne che ha messo a disposizione le proprie vite per fermare il progetto criminale jihadista c'è il sultano Erdogan, che alle formazioni terroristiche islamiche in questi anni– come tutt'oggi – ha sempre garantito sostegno e supporto politico, logistico e militare. Nel conflitto in corso in quelle regione sappiamo da che parte stare.

E' vergognoso e inaccettabile invece la posizione di complicità assunta dalla Comunità Europea e dall'Italia, più interessati a firmare accordi con Erdogan per fermare i profughi che egli stesso produce con la guerra nell'area che a intervenire per sanzionare lo stato Turco per l'ennesima aggressione militare portata avanti a braccetto con le milizie jihadiste che in tutto il mondo seminano morte e terrore. Sono armi italiane, tedesche, occidentali quelle che oggi sono rivolte contro la popolazione civile di Afrin da un esercito della Nato.

Oggi alle ore 15:00 ospiteremo per un incontro nella facoltà Claudio Locatelli, giornalista combattente che ha partecipato nelle file delle Ypg – forze di autodifesa del popolo – alla guerra all'Isis in Siria. Mentre nel nostro paese la necessità della lotta all'Isis è stata ridotta ad argomento di propaganda e strumentalizzazione politica razzista e islamofoba, Claudio è uno dei tanti giovani occidentali che hanno scelto di mettere in gioco la propria pelle per sostenere la rivoluzione democratica e combattere lo Stato Islamico combattendo sul campo al fianco di migliaia di musulmani, curdi ed arabi.

Domenica alle 15:00 si terrà invece l'incontro con due studentesse dell'UniFi di ritorno dalla Siria e dall'Iraq, dove hanno partecipato ad una delegazione italiana partita per il medioriente con lo scopo di conoscere da vicino i caratteri della rivoluzione democratica e confederale ispirata alle idee di Ocalan. Una società che sviluppa la parità tra i generi, la democrazia diretta, l'ecologia e la giustizia sociale.

L'apertura dello spazio universitario di Santa Verdiana è sintomatica della necessità degli studenti attivi di avere uno spazio per la discussione politica in merito a questi temi. Troppo spesso dimentichiamo che l'Università è un'istituzione che dovrebbe trasmettere una conoscenza che accolga tutti gli aspetti che compongono la persona umana, certamente nel campo del sapere, ma soprattutto nel saper fare e nel saper essere. Le azioni politiche dell'occupazione, dell'autogestione e dell'autodeterminazione necessitano della cooperazione di svariate competenze, ma soprattutto del lavoro e della convivenza tra persone diverse, dallo svolgere la propria quotidianità in condivisione con una comunità.

Dal coinvolgimento di realtà e gruppi locali che da anni si occupano della guerra in Rojava sono nate una serie di iniziative: dalla proiezione di documentari, ad incontri con chi ha vissuto la realtà del fronte, dalle installazioni al live painting.

Il programma completo dei due giorni sé consultabile sull'evento facebook: https://www.facebook.com/events/819426191575765/

Share

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Marzo 2018 16:04 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Una delle poetesse turche più prolifiche e originali della sua generazione, Nilay Özer ci parla del suo rapporto con il processo creativo, il femminismo nel suo paese, il ruolo degli intellettuali nella Turchia di oggi e i suoi riferimenti poetici,...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Sconcertato dalla decisione del tribunale di ridimensionare la sentenza, già considerata blanda, contro chi lo ha minacciato di morte, Boris Pejović, fotoreporter del quotidiano Vijesti di Podgorica, ha compiuto un gesto che ha sorpreso molti: si è...
Antonio Desideri . 30 Ottobre 2026
C’è un momento preciso in cui Brigitte Bardot smette di essere un’attrice e diventa un’icona: il 1956, l’anno in cui Roger Vadim la porta sullo schermo in Et Dieu… créa la femme e la ragazza di Passy si trasforma nella Marianne della liberazione dei ...
Sara Bonafè . 29 Ottobre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: "L’Homme Armé presenta I Concerti al CenacoloMusica antica nell’area metropolitana fiorentinaDal 10 ottobre al 4 dicembre 2026hommearme.it VENERDÌ 30 OTTOBRE 2026 ORE 21Certosa di Firenze, Via della Certosa 1, FirenzeL’Ho...
Sara Bonafè . 29 Ottobre 2026
Intervista a Massimo Materassi   "In ogni racconto c'è sempre qualcosa di autobiografico. Non si può scrivere in profondità senza che il retaggio delle nostre esperienze, delle parti che la nostra vita ci ha regalato non siano coinvolte e presenti...
Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...

Galleria DEA su YouTube