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Mostra: L'arte di costruire un capolavoro

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L’arte di costruire un capolavoro: la Colonna Traiana

Firenze: Esposizione dal 21 giugno al 6 ottobre- Giardino di Boboli, parco storico - Limonaia Grande.

Un’originale mostra interamente dedicata a divulgare la conoscenza di come fu costruita la Colonna Traiana.

Ci spiega il direttore della Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, che la mostra è frutto di molti anni di ricerche e nasce dall’idea che questo straordinario monumento ha un’immagine solo parziale ed estrinseca, innalzato da Marcus Ulpius Nerva Traianus, Imperatore Traiano, nel cuore di Roma, per celebrare la conquista della Dacia.

mostra_roman.jpgI milioni di visitatori che ogni anno sostano ad ammirarne l’eleganza, probabilmente vorrebbero avvicinarsi per studiare meglio il fregio che evoca gli episodi in spiraleggiante sequenza delle imprese del promotore. Eppure tra la massa sterminata di visitatori molti ignorano l’impresa costruttiva che sta alla base della sua realizzazione. Questo è il focus sul quale si sofferma la Rassegna che racconta, in maniera immersa, la storia di questa avventura, del lavoro e dell’ingegno umano del II sec d.C.

Partendo dalla progettazione, di cui probabilmente principale artefice Apollodoro da Damasco, all’impresa di trovare i materiali per realizzarla e ripercorrere il viaggio dei colossali blocchi marmorei che compongono l’opera. I marmi sono di Carrara e vi è una certa distanza dall’attuale disposizione della colonna: interessante scoprire con quali tecniche “manuali” dalle Cave di Luni, a 800 metri di altitudine, furono estratti, trasportati fino a livello del mare senza che i blocchi di marmo subissero dei danni e poi imbarcati su delle navi speciali che fossero in grado di sopportare quel carico fino al Portus Romae percorrendo 200 miglia marine. E poi fino alla capitale risalendo il Tevere arrivando fino al cantiere dove il monumento composto da 17 blocchi dal peso di 20-30 tonnellate ciascuno e un capitello di circa 40 tonnellate, fu innalzato con estrema precisione e creando al duo interno una scala perfettamente spirale che nessuno sa neppure che esista perché l’edificio non si lascia osservare in trasparenza.

La mostra è stata realizzata con la proficua collaborazione fra Istituzioni di punta della città come il Museo Galileo e le Gallerie degli Uffizi, ed è il risultato di un perfetto connubio fra arte e scienza rivelandosi, ancora una volta, una riserva inesauribile. Si presenta come esplorazione di ulteriori campi di conoscenza, ma anche creazione di percorsi espositivi inediti e coinvolgenti: originale, sottolinea aspetti che visitando i musei archeologici tradizionali rimane solitamente nascosto, ovvero quello di mettere in evidenza le conoscenze scientifiche dell’antichità permettendo di mettere in luce quanto il mondo antico, la civiltà romana, sia stata anche un’epoca di straordinaria fioritura delle conoscenze scientifiche delle scienze delle costruzioni e la scienza delle macchine.

Una mostra che offre un “dietro le quinte” della costruzione di questo capolavoro, basato su numerosi studi e indagini di molti documenti, donandoci una plausibile ipotesi di realizzazione di questa colonna istoriata che col suo basamento arriva a sfiorare i quaranta metri d’altezza.

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Dunque, esposizione di una grande impresa a cui hanno collaborato numerosi soggetti: Maestro Claudio Capotondi ha dato vita a questa genesi travagliata con modelli dettagliati e schizzi presenti nella mostra, nei suoi tratti nitidi e sintetici ha dato forma ai gesti, gli strumenti e le soluzioni che creano questo stupefacente prodotto d’ingegneria. Tutto questo per amore della conoscenza ma anche come esponente di chi da una vita lavora con il marmo utilizzando metodi tradizionali, intrigato proprio dal cercare di decifrare come i suoi antecessori sono riusciti a mettere in piedi l’impresa di quelle dimensioni e con questa precisione. Giovanni di Pasquale, raffinato storico della scienza e della tecnica antica, in particolare di quella romana, che con la collaborazione di Fabrizio Paolucci noto per le sue grandi competenze di archeologo e storico dell’arte antica ha sceneggiato il racconto che parte dall’estrazione del marmo dalle cave fino all’innalzamento di questo straordinario monumento e alla realizzazione del fregio che oggi è la cosa più ammirata.

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All’interno della mostra per la realizzazione di questo obiettivo sono utilizzati una molteplicità di linguaggi espressivi: multimedialità, grafica, modellini delle macchine usate nel cantiere per sollevare i blocchi e i disegni che danno vita a una sorta di visual book su questa storia. Una specie di illustrazione di tutte le fasi di questa impresa, piena di originali archeologici ed oggetti mai esposti prima. Ricomponendo con metodo e rigore le complesse fasi di un miracolo architettonico reso possibile grazie a un’ineguagliabile capacità organizzativa, ingegneristica e scultorea.

Ragioni per cui questa mostra è stata aperta a Firenze, città in cui l’Imperatore Traiano sicuramente non mise mai piede ma a cui paradossalmente deve molto.

Grazie a cinque secoli di collezionismo possiamo trovare nella nostra città alcune, per quanto non numerose quanto a Roma, delle più preziose spoglie del Forum Ulpium: entrando dall’ingresso originale, come avveniva nel XIX secolo, le prime sculture che si manifestano allo sguardo dei visitatori sono i due Daci in porfido rosso. Fra la collezione di sculture all’interno del vasto giardino troviamo dunque queste due preziose reliquie del foro traianeo a sintetizzare la grandiosità della Roma imperiale e lo sfarzo della sua arte.

Un’altra delle splendide statua di Dace monumentale in marmo bianco è conservata nella Galleria Palatina. E ancora nella piazza principale della città di Firenze, Piazza della Signoria, sotto la Loggia dei Lanzi è possibile ammirare la “sede delle sabine”, battezzata così già nel Cinquecento, rappresenntano figure femminili del ciclo della gens imperiale – tra cui probabilmente l’unica effigie della madre di Traiano accompagnate dalle fgure della sorella, Ulpia Marciana e della nipote, Saloninia Matidia- statue che dovevano fare parte di un ciclio celebrativo dei membri della famiglia e che ornavano il Foro.

Ecco che la figura di questo imperatore pervade la città: lo troviamo nelle strade, nei giardini, nelle piazze, nei musei da Palazzo Pitti agli Uffizi da cui provengono alcuni busti presenti in mostra.

Inoltre qui nacque Dante, che mise traiano tra i giusti nonostante che lui fosse pagano, morto pagano, ma pur di collocare questo imperatore nel novero dei santi, tra coloro che siedono alla destra di Dio ecco che Dante accettò quel mito cristiano, già nato nell’alto medioevo, secondo cui il Papa Gregorio Magno, che regnò a cavallo tra VI-VII sec d.C., mosso dalla grandiosità della pietà mostrata nella vita di Traiano pregò così a lungo Dio affinché venisse salvato. Dio gli permise di resuscitarlo per il poco che bastasse per battezzarlo e quindi garantirgli l’accesso al mondo celeste.

Un primo sdoganamento della figura di traiano, il mito cristiano che non a caso è ormai una fortuna iconografica che a Firenze prosegue nel corso del medioevo fino a trionfare in epoca rinascimentale quando ormai Traiano non è più mito cristiano ma ha recuperato tutti i valori con cui è stato celebrato:

incarnazione di tutti quei valori romani della pietas della virtus e della fides e tutte quelle prerogative che lo resero unico.

Non è quindi un’eccezione, una causalità, l’allestire una mostra a Firenze e all’interno del giardino dapprima del granduca, piena di prove evidenti del destino che lega questo luogo alla Colonna Traiana e al suo mito, ma quasi un atto dovuto al legame fra questo imperatore e la città.

Ancora tutto da scoprire e da capire di queste due figure, quindi ,mostre ed eventi di questo tipo sono importanti perché accendono un faro su uno dei periodi più importanti della nostra terra, su uno degli imperatori più grandi che Roma abbia mai avuto.

Orari di apertura: lunedì - domenica 9.15- 18.45

                             da settembre 9.15 – 17.45

                             chiuso il primo e ultimo lunedì del mese.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Giugno 2019 11:40 )  

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