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Appunti sulla Resistenza

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Il fascismo a Firenze, nasce come totalità della penisola, coinvolgendo tutte le classi sociali, dallo scontento derivato dalle mutate condizioni economiche post sforzo bellico della prima guerra mondiale. Da una parte e classi meno abbienti intravedevano in quel movimento di massa la speranza di un riscatto sociale. Il ceto medio e la piccola borghesia nutrivano la speranza di riacquistare la presenza politica e importanza economica che avevano visto scemare alla fine del conflitto. Inoltre  nell'ultimo anno di guerra si era verificata la tendenza di grandi gruppi industriali (ILVA, ANSALDO, EDISON, BREDA, BRUZZONE della Unione Zuccheri e l'0nnipresente FIAT con il solito Agnelli) ad acquistare azioni di grandi gruppi bancari dei quali erano anche debitori attraverso vere e proprie scalate (Banca Commerciale Italiana, Credito italiano, Banca italiana di sconto e il cattolico e controllato dal Vaticano banco di Roma, etc.).

Questo intreccio di interessi crea le condizini per una crisi economica molto forte, (dovuta in gran arte anche dalla riconversione industriale post bellica) con svalutazioni della divisa molto onerose per il meno abbienti. Ma non solo. Anche la piccola borghesia ne è interessata, vedendosi assottigiare sempre più i margini di guadagno delle proprie imprese. Lo scontro sociale si inasprisce sul tema dei salari politiche di protezione della produzione, bdei prezzi, dei salari tendevano a schiarire economicamente le imprese meno forti, daterminando un progressivo impoverimento dei piccolo borghesi, la chiusura di aziende e l'incremento esponenziale della disoccupazione.

E' in questo panorama che specialmente nel Nord della penisola si iniziano a organizzare i primi scioperi per i salari. Scioperi repressi nel sangue come quello del 1917 a Torino, dove caddero centinaia di lavoratori. I un primo momento è il Partito Socialista che sembra accogliere e sostenere le lotte e rivendicazioni operaie. Maè lo stesso grande industria (diventerà infatti un partito interventista per favorire gli interessi degli industriali creando una nuova frattura con i proletari che di tornare in guerra proprio non ne volevano sapere).

La delusione di questa rappresenta politica, la forte spinta e passione rivoluzionaria che veniva dalle fabbriche, l'esperienza della Rivoluzione d'Ottobre, l'inutilità delle rappresenaze sindacali istituzionali e il diffondersi del concetto di lotta di classe, si concretizza nel 1919 con l'autorganizzazione dei lavoratori e il formarsi di un gruppo "Ordine Nuovo".composto da operai d'avanguardia delle fabbriche, studenti, lavoratori, che porterà, fra le altre cose, all'introduzione dei "Consigli di fabbrica" democraticamente eletti. Organismi fondamentali nella lotta per le rivendicazioni soociali e per l'organizzazione delle occupazioni nelle fabbriche. In quei momenti attraverso i consigli si riescono a mettere in atto nelle fabbriche lotte tipo lo sciopero bianco, ostruzionismo, etc. etc.   

A queste lotte i padroni rispondono con le armi a loro consone, le serrate delle fabbriche.I padroni chiudono l'Alfa Romeo e il 28 Agosto gli operai entrano e occupano la fabbrica. Questo provoca a distanza di un paio di giorni l'occupazione di tutte le fabbriche metallurgiche del Nord e successivamente di tuttaItalia. Le occupazioni erano "operative" ovvero la produzione non subiva cali, dimostrando in maniera oggettiva che la presenza del padrone sfruttatore non era necessaria. Nelle fabbriche presero vita organismi di protezione dei lavoratori e delle fabbriche come le "Guardie Rosse" che avevanoil compito di intercettare le guardie regie o i primi gruppi di fasci da combattimento (Fasci costituiti per la maggior parte da lavoratori agrari disoccupati, pagati dai loro ex padroni per difendere il proprio status sociale).

Il dialagare della protesta mette nella condizione Giolitti di concedere alcune delle riventicazioni operaie, più per paura che per convinzione.

E' in questo contesto ch inizia a verificarsi la saldatura fra operai delle fabbriche, le loro organizzazioni e il tessuto sociale urbano. Cominciano i primi  episodi di solidarietà, per esempio vengono allestite e gestite in sostegno alle occupazioni, cucine da campo da persone esterne alle fabbriche.

Nella sola pianura padana, nmei primi sei mesi del 1921, gli attacchi operati dalle squadre fasciste furono 726. Gli obiettivi di questa violenza mostrano chiaramente che le squadre fasciste volevano colpire e da quali interessi erano sostenute: 59 case del popolo, 119 circoli culturali, 28 sindacati operai, 53 circoli ricreativi operai. Gli organi dello Stato che avrebbero dovuto mantenere l'ordine, non intervennero per reprimere le illegalità, In alcuni casi, le forze di polizia si affiancarono alle squadre fasciste.

La Monarchia fece il resto, appoggiando il futuro regime.

Comunisti e anarchici, regirono con la creazione delle squadre degli Arditi del Popolo (epica fu, ad esempio, la difesa di Parma, assalita da migliaia di fascisti nell'agosto del 1922.

Il delitto Matteotti, le deportazioni a Ventotene degli antifascisti, completarono il quadro.

Durante il periodo del fascismo, lo Stato, Esercito e Monarchia non esistono più. Non esiste la Marina, l'Aviazione, non esiste più alcuna forza armata, Napoli cade sotto le infamie tedesche. Distruzioni, uccisioni, saccheggi, ruberie, fucilazioni sommarie.

A Firenze e provincia si cominciava a salire in montagna, Montemorello da Campi e Sesto, oppure Cerbaia da Firenze, Faliero Pucci...E così in tutta l'Italia occupata.

All'inizio soldati e civili che abbandonavano caserme ed abitazioni e raggiungevano la macchia restavano degli "sbandati", senza precisa coscienza del presente e dell'avvenire, senza una visione chiara del futuro e del divenire. Molti con solo il desiderio di "passare la nuttata", altri con il preciso intendo di creare una rete di resistenza all'oppressione.

Nascono i C.L.N. Ma la situazione è molto complessa. L'attendismo è una posizione pericolosa. La paternalistica lungimiranza di alcuni, il pavenatoi timore di rappresaglie sulle popolazioni, la diversità degl interessi di calsse (vedi industriali coinvolti), sono tutte strade per evitare un conflitto diretto congtro fascisti e nazisti. Mentre invece, in altre zone, bande isolate mnettono a punto attentati, azioni (anche di solo disturbo) che però tendono a cantalizzare l'attenzione della popolazione.

Chiunque capisce che la lotta di Liberazione si può fare ovunque.

Si possono sabotare le produzioni belliche tedesche nelle fabbriche.
Si possono create le condizioni di disservizio pubblico (ad es. elettricità)
Si possono non conseganre i prodotti agli ammassi.
Si può dare un'informazio e sbagliata ad un tedesco.
Si devono raccogliere indumenti per i partigiani.
Si deve fare la staffetta per i partigiani.

Vengono assaltati treni di armi e munizioni, si bloccano le linee ferroviarie, si incendiano i carburanti, cominciano le prime rappresaglie partigiane. Si moltiplicano gli episodi di solidarietà, i consigli di fabbrica iniziano ad avere una direttiva politica comune grazie al coordinamento del CLN.

Il primo marzo 1944 oltre un milione di lavortori scende in sciopero bloccando la produzione bellica nelle maggiori città indusrriali italiane, a Firenze la Galileo. Il secondo giorno nel solo Piemonte gli scioperanti erano 150.000, e entrarono in azione a protezione dei lavoratori oltre 20.000 partigiani e centinaia di GAP così come due giorni dopo a Firenze quando scioperarono quasi tutte le officine e dove le formazioni gappiste interruppero congemporaneamente il servizio tranviario.
Anche la popolazione comune scese in lotta a fianco di operai e partigiani.
Sono molteplici gli episodi di solidarietà attiva dell popolazione. Come quello che interessò Otello Buccioni "Pancino" che dopo essere sbandato con un gruppo di compagni dopo un combattimento sul FAlterona ed intercettato e poi successivamente fucilato dai tedeschi, si salvò. Caddero i suoi compagni ma lui solo ferito attese esmine fra i caduti che i militari se ne andassero, per poi cercare aiuto nella popolazione. Trascinandosi ad una vicina casa di contadini, viene raccolto e portato in una grott dove verrànascosto fino al reinserimento nelle file dei combattenti. Ma sono il Pratomagno e il Monte Giovi le basi più preziose e solide per la guerriglia partigiana. E' qui che Potente mostra tutta la sua umanità e capacità di comando e guida morale. Riunisce gruppi di sbandati a seguito di scontri con tedeschi e fascisti. Con la fusione dei gruppi di Lazio Casseri e della "Lanciotto" si costituisce la Brigata di Assalto Garibaldi Lanciotto di cui viene nomitato comandate.

A contempo si stanno organizzando altre formazioni a Firenze. La Brigata "Sinigaglia" nacque il 6 giugno 1944 dalla fusione di sei distaccamenti . Ebbe come base il Monte scalari e le principali zone di iperazione andava o dal Valdarno al Chianti fino alla periferia di Firenze. Era intitolata al dirigene e fondatore dei GAp fiorentini Alessandro Sinigaglia (Voittorio), ucciso dai fascisti in uno scontro a fuoco nel gennaio del 1944. Comandante della I Compagnia dell "Sinigaglia" fu Sergio Donnini, conosciuto con il nome di  battaglia Comandante "Otto".

Della Brigata Sinigaglia, che faceva parte della Divisione Garibaldi "Arno", guidata da Aligi Balducci (Potente), furono comandante  militare Angiolino Gracci (Gracco) e commissario politicoùSirio Ungherelli (Gianni)..

Nri suoi ranghi militarono anche numerosi ex prigionieri di guerra stranieri, di cui 23 sovietici, tre polacchi, tre yugoslavi e due statutnitensi.

I legami di solidarietà e appoggio da parte della popolazione si intensificarono, così come gli episodi di sostegno anche economico dei civioi da parte delle Brigate. Un episodio in tal senso può essere ricordato dopo la battaglia di Cetica quando i comandanti militari di zona, in primis Potente, in seguito ad una disamina critica dei limiti e delle manchevolezze dell'azione militare intrapresa decisero di stanziare subio 100.000 lire distogliendole dalle casse della Brigata in favore dei sinistrati  di cetica e di distribuire loro quanto erarimasto in riserva in termini di alimenti e indumenti. Sempre in sostegno ai civili, per esempio, a Vicchio vengono requisiti alla popolazione i prodotti giacenti all'ammasso.

I civili dimostrarono l'app'rezzamento della lotta delle Brigate come si defuce dall'ottimo esisto dell'operazioni di raccolta, coordinata da CTLN che aveva  sede a Firenze in Via Ghibellina 24, di due milioni e mezzo di lire destinate alla lotta armata.

Sempe più giovani aderiscono alle Brigate, giovani e giovanissimi, comeil compagno MArcello Citano "Sugo" che appena deiciottente, si unisce in montagna alla Brigata Sinigaglia partecipando poi alla liberazione di Firenze. Un Partigiano rimasto fino alla fine fedele allo spirito e agli ideali politici dei Resistenti, che anche dopo la fine della guerra ha speso la proipria esistenza per ricordare e diffondere i valore della Resisenza.

Questi episodi di cui ho fatto solo accenno fra le migliaia, ci rappresentano un quadro di estremasolidarietà e collaborazione con la lotta partigiana da parte della popolazione civile.Un alto momento di consapevolezza e partecipazione attiva che ci deve far riflettere anche in chiave contyemporanea sulla necessità di ribadire quelli che sono stati gli ideali e le aspirazioni dei combattenti.

"Io il mio l'ho fatto, ora tocca a voi" diceva Sugo.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Settembre 2020 08:58 )  

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