Adriano Francia
“Sepolti due volte”

Damster Edizioni
La città delle persone che non esistono e che in fondo nessuno sottolinea. Dentro questi cuniculi vive il romando di Adriano Francia, un giallo ma anche un ricamo psicologico e sociale dal titolo “Sepolti due volte”. Dentro un noir e, insieme, a portata di luce dentro una crepa. Dentro quella fenditura entra Dante, senzatetto che vive ai margini di un centro commerciale e ha imparato a interpretare il mondo guardando verso il basso. Le scarpe sono diventate il suo vocabolario. Un paio lucidato con cura, una suola consumata, un passo trascinato: ciò che per tutti è dettaglio, per lui diventa biografia. È forse questa la scelta narrativa che consegna al romanzo la sua identità più precisa. L’indagine del capitano Nereo Leone resta il motore della storia, i delitti scandiscono il ritmo e la ricerca del colpevole conserva la propria centralità, ma progressivamente il lettore comprende che il titolo parla di qualcosa di più grande della morte. Essere sepolti una prima volta significa essere dimenticati da vivi. Il nostro accompagna questa intuizione con un altro simbolo, molto più appariscente: il Krampus. Il demone del folklore altoatesino nasce come paura infantile e ritorna da adulto sotto forma di minaccia e punizione. Tra Dante e il Krampus sembrerebbe non esserci alcun rapporto: il primo è un uomo reale che nessuno vuole vedere, il secondo una maschera che tutti vedono e temono. Eppure entrambi raccontano il modo in cui lo sguardo modifica la realtà. Possiamo cancellare una persona non guardandola; possiamo trasformare una leggenda in un mostro continuando a guardarla con gli occhi di un bambino. La solitudine sociale... l'indifferenza ma anche ignorare cose e persone e modi di stare al mondo. Dal basso in fondo la verità non si nasconde...