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Reportage - all'Odeon con Kim Dae-seung

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The Concubine - Kim Dae-Seung

 

Il regista sudcoreano Kim Dae-Seung è un altro grande protagonista dell'undicesima edizione del Florence Korea Film Fest (15 - 24 Marzo 2013). La sua ultima pellicola, "The Concubine", verrà proiettata stasera (22 Marzo) alle ore 20.30 presso il cinema Odeon.

Ancor prima della proiezione, però, il regista si è reso disponibile nell'incontrare il pubblico del Festival in una Tavola Rotonda sul tema "Eros, Cinema e Letteratura" svoltasi il 21 Marzo nella Sala degli specchi dell'Odeon, in cui ha risposto a dubbi e quesiti che riguardavano il suo lavoro, ma anche, più in generale, il cinema coreano contemporaneo.
Dopo il successo di "Blood Rain", film storico del 2005, Kim Dae-Seung decide di continuare a dedicarsi al genere in costume ma arricchendolo, stavolta, con sfumature di carattere politico ed erotico."The Concubine", infatti, fa parte della rassegna K-Eros del Festival; "Ho avuto qualche dubbio quando ho visto che il film era stato inserito nel percorso K-Eros", ha confessato il regista.
Il suo intento iniziale non era quello di realizzare un film erotico, ma quello di rispecchiare la realtà sociale sudcoreana attraverso il racconto di una storia dal sapore antico, una storia di ossessione, tradimento e vendetta.
Come già nel film "The Taste of money" del regista Im Sang-soo -altro grande protagonista del Festival-,  anche in "The Concubine" al centro della dinamica narrativa c'è il tema del potere, che riesce a distruggere ed intorbidire anche quei rapporti, come quelli familiari, che dovrebbero essere i più puri ed autentici. Il regista ha giustificato questo grande interesse per il tema parlando della forte influenza del capitalismo che la Corea del Sud ha subito, degli innumerevoli cambiamenti sociali che da essa sono scaturiti, e di come quelli che non molto tempo fa erano considerati valori sacri ed assoluti, stiano oggigiorno perdendo sempre più importanza. Quello coreano si presenta, infatti, come un cinema che riesce ad essere al passo con i cambiamenti socioculturali del paese, e senza dubbio Kim Dae-Seung ne è un egregio esponente. Altri esempi di questo straordinario avanguardismo possono riscontrarsi nella rappresentazione delle donne -vere protagoniste del film-, che rispecchia il ribaltamento dei ruoli uomo-donna nella società contemporanea, e nella forte critica a quel modo di fare politica che antepone gli interessi personali a quelli comuni.
"The Concubine" si presenta, dunque, come un film in cui antichità e attualità si mescolano e confondono per rappresentare, ancora una volta, uno spaccato della società sudcoreana di oggi.

 

 

 

Foto di Faly Coulibaly.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 22 Marzo 2013 13:12 )  

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