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Milano: «Scomodo» è un libro di Michele Gambino

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di Giuliano Spagnul. per https://www.labottegadelbarbieri.org/

 

ia Tofane a Milano, che affianca il Naviglio della Martesana, si trova in quella periferia a nord-est che ha visto “nel giro di pochi anni, quattro fiorenti borghi [diventare una] superaffollata zona 10”.

Continuando a consultare questa vecchia ma, a mio parere, insuperata guida di Milano del 1983 (1) si legge che per spiegare questa trasformazione “alcuni accusano la metropolitana, altri l’infiltrazione araba, altri ancora i mitici leoncavalli (quelli che galoppano e ruggiscono, per intenderci: nessuno può dire di averli visti davvero ma a giurare sulla loro esistenza sono ancora in parecchi). Fatto è che molti degli abitanti non si sono ancora accorti dell’avvenuta trasformazione e da Precotto come da Gorla e Crescenzago continuano ad ‘andare a Milano’ (nel senso di Loreto) come se nulla fosse. Per raccontare di zona 10 dunque bisognerebbe prima poter rispondere agli importanti quesiti: Esiste? E chi sono i zonadiecini?”.

Più di quarant’anni sono passati e tanta acqua è trascorsa fin qui dal fiume Adda, trenta chilometri per poi farsi inghiottire nel sottosuolo vicino alla storica Cassina de’ Pomm alla fine di via Melchiorre Gioia. (2) Eppure le domande di oggi potrebbero risuonare, ironicamente affini: esiste davvero un quartiere nel quartiere con quello strano acronimo Nolo?

Nuove etichette, nuovi bisogni identitari, o forse più in sintonia coi tempi: classificatori.

 

Da pochi mesi, un nuovo soggetto è nato in quella via Tofane, così caratteristica ed evocativa di un tempo che fu e che pare comunque resistere meglio allo scempio degli altri più conosciuti navigli milanesi.

 

Si chiama “Scomodo” ed è una realtà nata dal basso che reclama appartenenza a una comunità che si vuole definire tramite un “patto” da elaborare insieme alle persone che vogliono spontaneamente aderire e collaborare a questo progetto non progettato, senza requisiti definiti aprioristicamente ma con alcuni vincoli su quei principi irrinunciabili che dovrebbero, ancora oggi, poter distinguere facilmente un’appartenenza a destra piuttosto che a sinistra. Nei fatti Scomodo è una rivista, uno spazio aggregativo con riunioni assembleari aperte e tante iniziative di dibattiti, musica, e tant’altro, e si mangia bene e a prezzi accettabili. È l’ultimo nato dopo quelli già presenti da anni a Roma, Bari e Empoli. Una miriade di iniziative e per il sottoscritto, che abita a soli venti passi, una scomodità particolarmente comoda per incontrare e conoscere una generazione giovanissima di cui sospetto una provenienza forse non autenticamente terrestre. A tutti gli effetti più che un boomer mi sento nei loro confronti un corpo estraneo che tutt’al più potrebbe essere preso in considerazione per un eventuale trasporto nello zoo di Tralfamadore.

 

Fortunatamente tra le tante attività non si escludono quelle che riesumano altri vecchi dinosauri della mia generazione e così ho potuto assistere a una buona presentazione del libro di Michele Gambino Un pezzo alla volta (Manni editore, 2024) che racconta la sua vita professionale e avventurosa iniziata nel 1980 occupandosi di mafia con Giuseppe Fava nel Giornale del Sud di Catania e poi nell’impresa della rivista I Siciliani che costò la vita allo stesso Fava. Poi la collaborazione alla rivista Avvenimenti e a vari programmi RAI e reportage nei vari punti caldi del mondo: Jugoslavia, Afghanistan ecc.

l'articolo completo e la recensione su https://www.labottegadelbarbieri.org/milano-scomodo-e-un-libro-di-michele-gambino/

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 11 Maggio 2026 07:26 )  

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