Stamattina il primo spettacolo, alla Pergola, domani alle 15,30 il secondo e ultimo. Moby Dick, balena bianca, male assoluto, Europa gravida di colpe e sensi di colpa, oppure disperata rivolta contro una prigione che, prima che del corpo, è dell’anima? Tutto è possibile, nell’affascinante e spaventoso viaggio a bordo del Pequod messo in scena dall’abbraccio fra Altrimondi e Venti Lucenti: “Alt! Altrimondi -scuola dell’inclusione e dell’accoglienza” ha messo in campo un’ottantina di studenti delle scuole superiori della provincia fiorentina che hanno seguito, per un anno, gli incontri condotti da Venti Lucenti. Il risultato? Uno spettacolo che dilacera le carni della Balena da cui il capitano Achab è ossessionato, carni che si fanno sangue e corpi giovani e straziati, per poi scoprire che si tratta dalla Natura, della Legge universale della vita. E che noi, alla fine, siamo riusciti a vincere … corrompere.
C’è speranza? Inutile negare che ciò che è successo in Francia conduce un’ombra a suo modo sinistra e significante sull’intero spettacolo. Agonia dell’Europa? No, uccisione della Natura. E dopo? Ci sarà salvezza? …
In realtà, ciascun spettatore può trovare a suo modo una risposta, nelle epiche scene messe in campo dal regista Manu Lalli. E dalla straordinaria recitazione dei giovani protagonisti.
Al termine dello spettacolo di domenica, ci sarà un momento particolarmente rilevante: l’assegnazione alla compagnia Venti Lucenti del Premio Enriquez 2015 per il teatro d’innovazione e d’impegno sociale. Fondazione Teatro della Toscana e Centro Studi Franco Enriquez sono stati gli atori che di comune accordo hanno deciso l’assegnazione. Per quanto riguarda la motivazione alla base dell’assegnazione del Premio a Venti Lucenti, risiede nell’innovazione linguistica della regista Manu Lalli, anima del gruppo insieme a Daniele Bacci, nella creazione di un genere divulgativo che porta l’opera lirica ai più piccoli; e nell’elaborazione di uno specifico modo di espressione della condizione di disabilità a teatro, che trova anche in questo Moby Dick un esito di respiro poetico.
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