Nella capitale della Mauritania, a Nouakchott, sono arrivati, in migliaia, per protestare e chiedere le dimissioni del presidente Mohamed Ould Abdel Aziz. Alcuni testimoni riferiscono che le manifestazioni si sono svolte in varie parti della capitale e sono state organizzate dal Coordinamento dell'opposizione democratica che dal 2009 continua ad accusare il capo di stato di ''aver truccato le elezioni'' e di ''rifiutare un dialogo nazionale serio e responsabile''.
Naturalmente tutta l'area geografica circostante è in una situazione molto seria: tutto il territorio sahariano e la fascia del Sahel restano in stato di attenzione. Il turismo è stato chiuso non solo in Mauritania ma anche nei paesi confinanti: in Guinea continuano le lotte intestine di potere che hanno portato al colpo di stato militare e in Mali da pochi giorni i tuareg hanno occupato l'intera zona di Timbuktu e Gao. Per finire nel Sahara Occidentale continua il controllo dell' ONU con la forza di interposizione MINURSO, controllo che in questi anni non ha portato a significativi cambiamenti ma ha fatto spendere milioni di dollari per il suo mantenimento.