DEApress

Sunday
Nov 01st
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

La grande meraviglia

E-mail Stampa PDF

Adesso capisco perche' i cinesi vincono sempre cosi' tante medaglie d'oro ai giochi olimpici.
Non sono gli allenamenti al limite della tortura, cui pare vengano sottoposti per raggiungere obiettivi da record, a renderli cosi' imbattibili.
No.
E' prendere il treno regionale tutti i giorni a fare di loro dei campioni.
Ieri ho deciso di andare a vedere la Grande Muraglia.

 
Arrivata alla stazione degli autobus per prendere il 919, chiedo, o meglio, cerco di comunicare in inglese qualcosa che assomigli a un "parte da qui l'autobus per Badaling?".
Mi rispondono in cinese qualcosa del tipo "No! No!" accompagnando le parole con un sguardo che invitava alla rinuncia e un gesto della mano che sembrava indicasse un' altezza di circa mezzo metro da terra. Subito si e' avvicinato l'immancabile tassista che ha fatto capire a me e ad altri viaggiatori disorientati che gli autobus per Badaling non circolavano a causa della neve e che ovviamente, se volevamo, ci avrebbe portato lui, per un prezzo che non mi sono neanche sognata di chiedere. 
Ho pensato "sono tutti d'accordo per fregarci: vogliono  farci prendere il taxi per farci spendere e spartirsi il gruzzolo", visto che comunque il bus 919 arrivava, faceva salire tutti, escluso gli stranieri, e ripartiva.
Ho cercato pero' di andare oltre le mie perversioni mentali  e cosi' grazie all'aiuto di  un ragazzo cinese che parlava inglese ho capito che non vi era alcuna congiura nei confronti degli stranieri. 
La notte precedente aveva nevicato e gli autobus che circolavano potevano garantire di scaricarci vicino a Badaling, in autostrada, ma non era certo che potessero arrivare fin sotto la Muraglia.
Ho passato qualche minuto a vergognarmi di aver dubitato della loro onesta' e poi , insieme ad altri, abbiamo deciso di seguire il consiglio che ci ha dato il ragazzo e cioe' tentare di andare a prendere il treno regionale, anche se non era sicuro che, una volta arrivati li', potessimo visitare la Grande Muraglia a causa della neve.
Due spagnoli, un olandese ed io, ritorniamo a prendere la metro per raggiungere la stazione.
Fatto il biglietto e superati i soliti controlli con il metal detector previsti anche all'entrata di tutte le stazioni della metropolitana, veniamo incanalati in un percorso obbligato, sperando di poter prendere il treno delle 11. Ci bloccano ai nastri di partenza, in sala d'attesa, e rimaniamo in fila altre due ore perche', essendo quel treno gia' pieno, non ci permettono di salire nonostante fossimo arrivati con venti minuti di anticipo.
A mezzogiorno e mezzo l'addetto alla sicurezza, apre il cordone e...via! Parte la corsa sfrenata di un centinaio di persone, me compresa, per guadagnarsi un posto a sedere sul treno che, evidentemente per rendere piu' avvincente la competizione, si trovava distante dalla testa del binario almeno altri duecento metri.
Dopo pochi minuti parte  in perfetto orario e arriva a Badaling.
Gia' dal finestrino mi rendo conto della grandezza del popolo cinese. Scendiamo alla stazioncina e...meraviglia! In poche ore erano riusciti a liberare la piattaforma del binario da montagne di neve, e cosi' anche la strada che portava all'ingresso della Muraglia. Io ero estasiata nel veder le persone, spalatori ufficiali e gente comune, che con piccole pale avevano reso  la strada sgombra dal manto nevoso per permettere alla fiumana di turisti di raggiungere a piedi, incolumi,  la destinazione. E cosi' e' stato anche per la Grande Muraglia: erano riusciti ad aprirne un tratto, liberandola  dalla neve ed evitare che i visitatori scivolassero per mille kilometri verso destinazione ignota.
Antonio, lo spagnolo, di fronte al mio stupore mi ha detto "d'altronde questo e' un luogo turistico ed e' normale che si diano da fare per renderlo visitabile alle persone che vengono da tutto il mondo per vederlo". Non ho osato dirgli che anche Firenze e' una citta' turistica, ma se cadono tre centimetri di neve, si chiudono tutti i musei, perche' i custodi non sanno come fare ad arrivare al lavoro.
L'operosita' dei cinesi. Ecco la Grande Meraviglia.

 

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Una delle poetesse turche più prolifiche e originali della sua generazione, Nilay Özer ci parla del suo rapporto con il processo creativo, il femminismo nel suo paese, il ruolo degli intellettuali nella Turchia di oggi e i suoi riferimenti poetici,...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Sconcertato dalla decisione del tribunale di ridimensionare la sentenza, già considerata blanda, contro chi lo ha minacciato di morte, Boris Pejović, fotoreporter del quotidiano Vijesti di Podgorica, ha compiuto un gesto che ha sorpreso molti: si è...
Antonio Desideri . 30 Ottobre 2026
C’è un momento preciso in cui Brigitte Bardot smette di essere un’attrice e diventa un’icona: il 1956, l’anno in cui Roger Vadim la porta sullo schermo in Et Dieu… créa la femme e la ragazza di Passy si trasforma nella Marianne della liberazione dei ...
Sara Bonafè . 29 Ottobre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: "L’Homme Armé presenta I Concerti al CenacoloMusica antica nell’area metropolitana fiorentinaDal 10 ottobre al 4 dicembre 2026hommearme.it VENERDÌ 30 OTTOBRE 2026 ORE 21Certosa di Firenze, Via della Certosa 1, FirenzeL’Ho...
Sara Bonafè . 29 Ottobre 2026
Intervista a Massimo Materassi   "In ogni racconto c'è sempre qualcosa di autobiografico. Non si può scrivere in profondità senza che il retaggio delle nostre esperienze, delle parti che la nostra vita ci ha regalato non siano coinvolte e presenti...
Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...

Galleria DEA su YouTube