Il Mali nel Medioevo è stato un grande impero, la cui capitale era Timbuctù, la leggendaria città che è stata dichiarata “patrimonio dell’umanità” dall'Unesco per l’incredibile architettura dei suoi palazzi. La particolarità delle costruzioni maliane è costruita dai mattoni fatti con il fango secco. Altra sua perla è la capacità delle comunità locali e delle loro peculiarità artigianali, in particolare la lavorazione del legno. Ancora un'altro valore aggiunto è la raccolta di manoscritti antichi che compongono le biblioteche.
Il Mali, dopo essere stato una colonia francese, è riuscito a conquistare l’indipendenza nel 1960.
Anche se è grande quattro volte l’Italia, ha solo un quarto dei suoi abitanti: quindici milioni di persone, quasi tutte di religione musulmana, oltre a piccole percentuali di cattolici e animisti.
E' un paese che, nel suo paesaggio sembra diviso in due, perché il Nord è dominato dal deserto, mentre il Sud, è bagnato dall’immenso fiume Niger, dunque ha una natura rigogliosa: grandi campi di riso, di cotone, di arachidi, di banane, il tutto circondato dalla savana.
Ed è nel Sud, nella città di Kayes, che sono nato io.
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