Tyumen, 11 aprile 2013
Io sono una viaggiatrice, e non mi tiro mai indietro anche per le mete meno conosciute, più lontane e sicuramente meno appettitose.
Tyumen?? Non avevo mai senti to di questa città sperduta nella SIBERIA, RUSSIA. Quindi la mia curiosità mi ha spinto di buon grado ad affrontare un viaggio iniziato alle 7 del mattino dal piccolo areoporto di Firenze, cambiare a Roma, San Pietroburgo e finalmente arrivare alle 4.45 del gionro dopo al piccolo e freddo areoporto in piena notte della piccola cittadina. Cercando di assorbire le 4 ore di fusorario cerco di rinfocillarmi con una gran bella colazione nell'hotel a5 stelle Spazzakaya che mi ospita. Essendo un 5 stelle presumo a carattere internazionale,cerco disperatamente di trovare informazioni dalle camererie riguardo al cibo servito per colazione. Purtroppo il mio russo non permette una comunicazione approfondita ed il loro inglese è totalmente assente. Quindi affondo la forchetta in tutte le pietanze e valuto con mio palato.
Non sono un grande ammiratrice delle colazioni a base di salato, e con tutto rispetto ritrovarsi un merluzzo a colazione è particolarmente ostico. Quindi mi dirigo verso nidi più sicuri, rappresentati dalle marmellate con la scritta rassicurante, Home made.
Ancora oggi non sono riuscita a capire il frutto di provenienza e ben che mai il gusto. Disperata cerco, quale ultima spiaggia un buon latte macchiato accompagnato da quelle che sembrano essere crepes francesi. Purtroppo l'aspetto mi ha ingannata, sono omelette salate a non so cosa. Rassegnata agguanto uno yougurt bianco, ci infilo frutta secca sicura quale prugna e mandorle e finalmente mi appisolo per qualche ora. Alle 12 infatti suona la sveglia. la mia Assistente, Maria dolce e zelante ha l'incarico di portarmi in giro. Iniziamo dal ponte degli innamorati. Fortune vuole che due coppie di sposini , dai tratti somatici Kazani, si scambino segno di amore eterno ponendo un lucchetto sul ponde. Gli invitati della seconda coppietta spingono il neo sposo a portare in braccio per i ponte la sposina. Terrorizzata all'idea la signora cerca dapprima di sfuggire, ma poi abbandonandosi all'inevitabile affronta la prova. Il marito appare in seria difficoltà e dopo vari tentativi riesce nell'impresa e per qualche metro porta la sua dolce e "pesante" metà per il ponte, giusto il tempo per scattare qualche foto e video.
Il freddo è compagno presente e silenzioso, Le mani si intorpediscono, il vento taglia sul viso, penetra nel giubbotto , affonda nelle narici, congelando il tratto respiratorio. Sono in Siberia, il cappellino ed i guanti di lana, il giubbotto da neve, non mi hanno protetta. Dopo la prima ora mi ritrovo febbre, mal di gola, tosse. In quel preciso momento mi sovviene, ma i soldati italiani come hanno fatto a sopravvivere in queste condizioni? loro sono venuti in pieno inverno , io almeno a primavera iniziata. Come hanno fatto a combattere? a tenere i loro occhi aperti? il vento è così intenso che non riesco a tenere bene gli occhi aperti. Le labbra si intorpediscono e mi impediscono di parlare. Il cielo è grigio e lugubre.
Disperata cerco fortuito riparo in piccoli negozietti, incredibilmente riscaldati, dove le commesse, da una parte incuriosite e dall'altra diffidenti verso la straniera, sono vestite con tacchi altissimi e magliette. Il mio aspetto denota la mia provenienza, i mie tratti somatici ne evidenziano la differenza, il cercare di parlare russo palesa la mia etnia.
Nel mio passeggiare su Tyumen, scorgo chiese e palazzi antichi in legno, vedo l'università , ritenuta tra le migliori in tutta la Russia, e nel frattempo osservo gli autobus non proprio moderni.
Maria cerca di presentarmi il meglio di Tyumen, ma poi volge la sua attenzione e mi inonda di domande su Roma, dove un suo amico vive e dove lei vorrebbe trasferirsi il prima possibile.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






