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Le città ribelli di Francesca Dari

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Nella mia ricerca sul paesaggio urbano,  ho scelto due lavori che rappresentano il concetto di Borderline Landscape:  "spazi-off" in metropoli sovraffollate, dove il colore  cerca di riportare equilibrio architettonico e dimensione umana. Zone di confine, periferiche, tracce umane in "città ribelli".

 

Johannesburg: Apartheid Zone

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Gli edifici "colorati", nella foto sopra, scattata a Johannesburg - sono effettivamente una linea di confine tra il primo insediamento apartheid e la zona commerciale che si intuisce sullo sfondo, che col tempo si è concentrata intorno a questo luogo simbolo. Soweto e gli altri quartieri ghetto si sono poi sviluppati nell'area sud-ovest della città.

Johannesburg è la porta del Sudafrica, ma è anche la rappresentazione delle sue complesse contraddizioni. Negli anni successivi all’apartheid la città ha cercato di ritrovare la propria identità e di inventarsi una nuova storia: ne è risultato un mosaico di anime opposte, formato da oltre sei milioni di abitanti, che parlano dodici lingue differenti, dallo zulu all’afrikaans, dall’inglese allo street language, una lingua trasversale inventata giorno per giorno, che attinge un po’ da tutte le lingue e che si parla solo qui (ne è un esempio quella parlata nel film Blade Runner). Vi si trova la più elevata concentrazione di computer e telefoni cellulari di tutta l’Africa: le nuove tecnologie, infatti, la fanno da padrone, le più importanti ditte di software e hardware mondiali sono presenti con i loro uffici e lo stesso Bill Gates è venuto per inaugurare nel ’96 il primo villaggio digitale nel ghetto di Soweto. Una città-laboratorio, quindi, che si divide fra grandi ricchezze e profonde miserie e che è in marcia verso un nuovo modello di integrazione e convivenza pacifica, tutto da inventare.

 

 

Londra

"La street art come testimonianza di un segno antropologico  "borderline":
al limite tra legale ed illegale."

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collage  - "Londra underground, patria della Street Art!"

 

Tra Shoreditch, Waterloo e Camden è concentrata la street art londinese.

Arte di strada o arte urbana “street art” è il nome dato dai mezzi di comunicazione di massa a quelle forme di arte che si manifestano in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture e via dicendo.

Cultura urbana, cultura da strada “urban life”. Un melting pot  di stili e di sensazioni,testimonianze .

"Il grigiume delle città potrebbe essere risolto con i colori e con le riflessioni (perchè molto spesso il murales vuole far passare anche un concetto preciso) di questa corrente ancora poco accettata e spesso denigrata."(E.Zaghis)

“L’arte è tutto ciò che gli uomini chiamano arte” diceva Dino Formaggio, filosofo.

 

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Formazione culturale: DAMS Arte-Bologna. Ha lavorato per una decina di anni nel settore marketing/pubblicità. Ha fondato lo studio fotografico Rew-FF Studio di Bologna. Attivista volontaria per Furaha Onlus in Africa. Fotografa free-lance, collabora con l'Agenzia DEApress come fotoreporter. Tra le mostre collettive più interessanti a cui ha collaborato con il gruppo DEA Equipe Photograpy: “La natura e i suoi colori” al Museo di Storia Naturale Firenze, “Donne che ritraggono donne”- “Tracce di Luce”-“Donne nel mondo”- per Mediarc: “Uso-Dis-Uso” - “Istantanee sul Mediterraneo”- “Visioni Metropolitane” - Mostre personali :“Onde”-“Seeing” - “Istantanee per Furaha” - “Waves”- Reportage: “Luoghi di transito”- “Modernismo Mediterraneo”. Luoghi fotografati: Africa :Namibia, Sud Africa, Tanzania, Marocco, Yemen, Giordania, Egitto. Oriente: Russia, Cina, Giappone, Birmania, Tailandia, Pakistan,India, Indonesia, Australia. Americhe: Cuba,Venezuela, Messico, U.S.A., Canada.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Novembre 2014 14:00 )  

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