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Mediterraneo. Quale pace

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Sono tanti i motivi per parlare del Mediterraneo, primo fra tutti la sua posizione storico-geografica: tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Per iniziare a conoscere le problematiche attuali è’ importante partire dallo sviluppo economico, sociale e le contaminazioni culturali, per la facilità delle comunicazioni e del rapporto umano.
La geografia, la conoscenza dei territori e delle loro risorse sono fondamentali per comprendere i meccanismi che determinano gli sviluppi storico-geografici .

Grazie a Strabone (58 a.C. - 25 d.C.) abbiamo le prime notizie geografice e la comprensione del perchè l'uomo ha scelto di insediarsi in un luogo anzichè in un altro, stabilendo anche una relazione tra il progredire di un popolo e la sua vicinana al mare, fornendo un quadro descrittivo tra Europa, Asia e Africa che sono tornate prezione durante alcune guerre. A ciò si aggiungono le sue memori storiche che descrivono fatti e situazioni dei periodi precedenti. Pomponio Mela descrive i continenti e i mari, in particolare dell'Asia e dell'Africa mentre Plinio il Vecchio, in qualità di studioso , fu il primo a descrivere la geografia nei suoi settori disciplinari (botanica, zoologia, astronomia, mineralogia). Claudio Tolomeo costruì intorno a sè il centro culturale di Alessandria  e le opere geografiche che introducono a una geografia più scientifica. Egli fu il mentore di Colombo e Magellano, i quali si ispirarono alle sue carte. Nel 1800 con Von Humboldt  e l'influenza del determinismo (corrente filosofica che ritiene i comportamenti umani fortemente determinati dall'interdipendenza tra l'uomo e l'ambiente fisico e naturale), abbiamo le prime riflessioni sulla relazione dell'uomo e i i luoghi, e il primo trattato di geografia socioeconomica. Bisogna arrivare poi ai nostri giorni e a Renato Biasutti per parlare di paesaggio con sedimentazioni socioambientali dell'habitat come contenitore. 

Il Mediterraneo è senza dubbio, fra tutti, il Mare che ha visto lo svolgersi di numerosi eventi storici decisivi: dall’età neolitica sino ai giorni nostri, intere civiltà si aprirono e fiorirono all’interno di questo mare o non lontano da esso. Il Mediterraneo offre un orizzonte comune a culture diverse che si intersecano nello scambio e nel commercio grazie ai numerosi porti – Barcellona, Marsiglia, Genova, Napoli, Algeri - che fin dall’antichità sono molto attivi. Le vie marittime erano percorse da navi che trasportavano materie prime, prodotti agricoli come l’olio ed il vino, oggetti d’arte ma anche conquistatori, viaggiatori, pirati, oppure pellegrini che veicolavano merci, conoscenze, sapere, esperienze, fede.

E’ utile evocare la ricchezza della compenetrazione di queste antiche civiltà ricordando la circolazione degli uomini e delle idee nel Medioevo, a ciò si deve tanto perché aprì la strada alla pace, agli scambi ed alla tolleranza, nonché ai nuovi progressi materiali.

Nelle prestigiose università, da Toledo a Padova, da Bologna a Parigi, da Napoli a Louvain, da Salamanca a Cracovia, la corrispondenza scritta e gli scambi di idee avvenivano nelle due maggiori lingue dell’epoca: l’arabo ed il latino. L’arabo era allora la lingua della filosofia, degli eruditi e degli scienziati dell’Occidente mediterraneo.

Oggi parlare di comunicazione nel Mediterraneo diventa un compito più difficile. Nonostante il diffondersi di nuove tecnologie e di trasporti più veloci, nuove barriere si sono innalzate.

Barriere fisiche che oltre ad intralciare la mobilità delle persone, delle merci e dei servizi crea barriere immateriali, più difficili da destrutturare perché ancorate nelle menti: il razzismo, l’intolleranza per la cultura altrui, la chiusura ermetica all’altro perché è diverso.

Il dialogo tra le sponde è la chiave del successo del processo di costruzione di uno spazio di pace, sicurezza, stabilità e sviluppo nel Mediterraneo, insistendo sull’importanza del patrimonio storico e di civiltà comune e la loro condivisione dei valori della pace, della stabilità.

Le problematiche legate alle migrazioni premono sempre più i confini dell’Unione Europea, implicando i paesi nelle immediate vicinanze che diventano ora paesi di transito verso l’Unione Europea, stanno conducendo al rafforzamento dei “sistemi di controllo” dei movimenti di persone in quest’area nonché all’assenza di una politica comune e concertata.

Dobbiamo adoperarci perché le diversità siano preservate e valorizzate, e promuoverle affinché il Mediterraneo diventi un’oasi di pace in cui i popoli possano vivere uniti nella propria individualità, perché la pace è la condizione fondamentale per un qualunque sviluppo politico, sociale durevole. 

Altri riferimenti: http://www.deapress.com/editoriale/17532-il-paesaggio-come-sedimentazione-socioambientale.html

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Aprile 2017 14:27 )  

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