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Perché parlare del Mediterraneo?

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Sono tanti i motivi per parlare del Mediterraneo, primo fra tutti la sua posizione storico-geografica: tra Europa, Asia e Africa. Per conoscere le problematiche attuali è’ importante partire dallo sviluppo sociale e le contaminazioni culturali, per la facilità delle comunicazioni e del rapporto umano.

Il Mediterraneo è senza dubbio, fra tutti, il Mare che ha visto lo svolgersi di numerosi eventi storici decisivi: dall’età neolitica sino ai giorni nostri, intere civiltà si aprirono e fiorirono all’interno di questo mare o non lontano da esso. Il Mediterraneo offre un orizzonte comune a culture diverse che si intersecano nello scambio e nel commercio grazie ai numerosi porti – Barcellona, Marsiglia, Genova, Napoli, Algeri - che fin dall’antichità sono molto attivi. Le vie marittime erano percorse da navi che trasportavano materie prime, prodotti agricoli come l’olio ed il vino, oggetti d’arte ma anche conquistatori, viaggiatori, pirati, oppure pellegrini che veicolavano merci, conoscenze, sapere, esperienze, fede.

E’ utile evocare la ricchezza della compenetrazione di queste antiche civiltà ricordando la circolazione degli uomini e delle idee nel Medioevo, a ciò si deve tanto perché aprì la strada alla pace, agli scambi ed alla tolleranza, nonché ai nuovi progressi materiali.

Nelle prestigiose università, da Toledo a Padova, da Bologna a Parigi, da Napoli a Louvain, da Salamanca a Cracovia, la corrispondenza scritta e gli scambi di idee avvenivano nelle due maggiori lingue dell’epoca: l’arabo ed il latino. L’arabo era allora la lingua della filosofia, degli eruditi e degli scienziati dell’Occidente mediterraneo.

Oggi parlare di comunicazione nel Mediterraneo diventa un compito più difficile. Nonostante il diffondersi di nuove tecnologie e di trasporti più veloci, nuove barriere si sono innalzate.

Barriere fisiche che oltre ad intralciare la mobilità delle persone, delle merci e dei servizi crea barriere immateriali, più difficili da destrutturare perché ancorate nelle menti: il razzismo, l’intolleranza per la cultura altrui, la chiusura ermetica all’altro perché è diverso.

Il dialogo tra le sponde è la chiave del successo del processo di costruzione di uno spazio di pace, sicurezza, stabilità e sviluppo nel Mediterraneo, insistendo sull’importanza del patrimonio storico e di civiltà comune e la loro condivisione dei valori della pace, della stabilità.

Le problematiche legate alle migrazioni premono sempre più i confini dell’e Europea, implicando i paesi nelle immediate vicinanze che diventano ora paesi di transito verso l’e Europea, stanno conducendo al rafforzamento dei “sistemi di controllo” dei movimenti di persone in quest’area nonché all’assenza di una politica comune e concertata.

Dobbiamo adoperarci perché le diversità siano preservate e valorizzate, e promuoverle affinché il Mediterraneo diventi un’oasi di pace in cui i popoli possano vivere uniti nella propria individualità, perché la pace è la condizione fondamentale per un qualunque sviluppo politico, sociale durevole.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Dicembre 2016 09:50 )  

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