In piena pandemia, vi è il rischio concreto che il Coronavirus possa sterminare le popolazioni indigene dell’Amazzonia mentre sulla foresta incombe l’enorme pericolo rappresentato dal Presidente di estrema destra Jair Bolsonaro. Il presidente ha infatti emesso nel dicembre 2019 un decreto noto come MP910 che permette agli agricoltori, che hanno occupato abusivamente al 2018 fino a 2.500 ettari di terreno all’interno di riserve controllate dal governo, di legalizzare tale occupazione abusiva. Al punto che il provvedimento è stato ribattezzato come “decreto degli accaparratori di terra”. Nel frattempo i principali responsabili dell’ambiente sono stati licenziati ed i leader indigeni temono che la pandemia sia utilizzata per distogliere l’attenzione dall’accaparramento delle terre sottratte alla foresta. La deforestazione ha iniziato a crescere nel 2013 dopo un decennio di declino; addirittura sotto Bolsonaro è salita alle stelle, toccando i 9.800 km quadrati all’anno fino al luglio 2019.