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Sempre tragica la situazione nel Nagorno-Karabakh

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L'accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian si stà rivelando come un'ulteriore catastrofe. Il leader armeno Nikol Pashinyan è stato violentemente contestato nei giorni scorsi, e l'ex capo dei servizi segreti della repubblica è stato arrestato con l'accusa di complottare per uccidere il premier (1). Nella regione contesa del Nagorno-Karabakh la popolazione stà fuggendo in massa di fronte alla prospettiva di passare sotto il governo dell'Azerbaigian. I fuggiaschi bruciano i loro beni prima di partire. Non solo le case vengono bruciate per non lasciarle in mano ai nuovi padroni, ma vengono spostate persino le tombe (2). Questo la dice lunga sul livello di odio che infiamma la regione. L'esodo viene stimato nell'ordine delle migliaia di famiglie. La pace viene vissuta come una sconfitta dagli abitanti della zona.

L'accordo di pace, raggiunto con la mediazione russa, sancisce la vittoria degli azeri. Truppe russe in questo momento vengono dislocate nella regione (ci dovrebbero rimanere per un periodo di cinque anni), a garanzia del mantenimento degli accordi raggiunti (3). Fonti russe affermano che nelle prime settimane di guerra ci siano stati almeno 5000 morti da ambo le parti (4). Come ogni zona di confine tra influenze diverse, storicamente anche il Nagorno-Karabakh è stata spesso oggetto di contese giustificate con ragioni di ordine culturale e religioso. Dal XIV secolo, nel già martoriato panorama della regione, è apparsa la presenza turca. Comunque, nel 1813 la zona passò stabilmente sotto il dominio russo. Dopo la rivoluzione bolscevica ci fù un breve periodo in cui gran parte dei territori caucasici formarono un'effimera repubblica transcaucasica, presto dissolta nel sangue principalmente a causa del conflitto tra armeni e azeri e a causa delle ingerenze turche. I bolscevico-russi riconquistarono in seguito la zona e ci fù un periodo di relativa pace fino alla dissoluzione dell'Urss. Dal 1991 al 1993/94 un violento conflitto aveva portato al controllo armeno della regione (5).

Già nel conflitto degli anni '90, la Turchia ha apertamente sostenuto le rivendicazioni azere. La comune fede islamica, e probabili interessi economici hanno del resto unito da secoli i due popoli. Nel 2018 è asceso al potere in Armenia l'attuale leader, Nikol Pashinyan. Dopo un primo periodo in cui costui è sembrato maggiormente disposto, rispetto ai suoi predecessori, a mantenere la difficile pace, in seguito si è rivelato molto deciso a sostenere il punto di vista del suo paese nella disputa. Il governo turco di Erdogan, d'altra parte, si è nello stesso periodo caratterizzato per le sue continue ingerenze oltre i confini nazionali, come la guerra civile in Siria e in Libia ha dimostrato. Era solo questione di tempo che anche il Nagorno-Karabakh risentisse della politica espansionista di Ankara. Nello scorso giugno la situazione ha iniziato a precipitare, con manovre militari congiunte turco-azere, e lo scorso 27 settembre si è arrivati alla guerra aperta. Le truppe azere hanno prevalso, e dopo un sanguinoso conflitto e diversi tentativi falliti di cessate il fuoco, siamo arrivati alla situazione attuale (6).

Anche se è sempre difficile "fare pronostici", la situazione della zona non sembra preludere a un lungo periodo di pace...Se l'appartenenza  etnico-religiosa di una zona è sempre una questione opinabile e soggettiva, la politica estera di Erdogan rischia continuamente di provocare conflitti su larga scala.  


Fabrizio Cucchi, DEApress


(1)https://www.agi.it/estero/news/2020-11-14/armenia-arrestato-ex-capo-007-voleva-uccidere-premier-10295834/
(2)https://www.agi.it/estero/news/2020-11-14/nagorno-karabakh-armeni-bruciano-proprie-case-10289259/
(3)https://it.sputniknews.com/mondo/202011159786620-nagorno-karabakh-arrivati-in-armenia-altri-30-militari-russi-del-contingente-di-pace/
(4)https://notiziarioestero.com/2020/10/23/nagorno-karabach-per-putin-sono-5000-i-morti-nel-conflitto/
(5)https://it.wikipedia.org/wiki/Nagorno_Karabakh
(6)https://www.bbc.com/news/world-europe-54324772

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