La politica alimentare copre una serie di settori compresa la sicurezza della qualità degli alimenti, l’ambiente, l’agricoltura e la pesca, l’informazione dei consumatori, la ricerca e sviluppo (compresi gli organismi geneticamente modificati) oltre agli aspetti legali ed economici, come prezzo e confezione. Per questo motivo l’argomento non ricade sotto un solo dipartimento della Commissione europea.
L’Unione è sensibile alle preoccupazioni del pubblico sulla sicurezza alimentare specialmente in seguito ai tanto pubblicizzati allarmi alimentari, come la “mucca pazza” (BSE) e l’afta epizootica (che si sono manifestate innanzitutto in Gran Bretagna), l’influenza aviaria e la contaminazione da diossina.
Un vasto processo di revisione della legislazione è stato completato nel 2002 con particolare insistenza sui mangimi, dato che la contaminazione dei mangimi è stata la causa della maggior parte degli allarmi alimentari degli ultimi anni. Esigenze di tracciabilità sono state introdotte nel 2005 e nuove regole di igiene nel 2006. Inoltre l’UE ha adottato una legislazione ad hoc su numerose questioni di sicurezza alimentare, come l’uso di crittogamici, integratori alimentari, coloranti artificiali, antibiotici e ormoni nella produzione alimentare e nei prodotti che vengono a contatto con gli alimenti come le confezioni e con rigorose procedure sull’immissione sul mercato, vendita, etichettatura e tracciabilità dei prodotti agricoli e di quelli alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (OGM).
Nel perseguire una politica “dalla fattoria alla tavola”, l’Unione ha applicato numerose misure per tenere le malattie e la contaminazione lontane dalla catena alimentare europea. Il principio alla base di ciò è che venga seguita una politica integrata dalla fattoria alla tavola che copra tutti i settori della catena alimentare, compresa la produzione di mangimi, la produzione primaria, la lavorazione dei prodotti alimentari, la conservazione, il trasporto e la vendita al dettaglio. I tre pilastri per poter mettere in atto questi principi sono: legislazione su alimenti e mangimi sicuri, valide informazioni scientifiche su cui basare le decisioni e adeguato rispetto delle norme.
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare European Food Safety Authority (EFSA) che ha sede in Italia, a Parma, fornisce valutazioni indipendenti, pubbliche e scientifiche sui possibili rischi. Nella primavera del 2007, ad esempio , la Commissione europea ha chiesto il parere dell’autorità sulle conseguenze della clonazione degli animali per la sicurezza alimentare. L’EFSA è anche chiamata in causa quando sono in preparazione nuove proposte normative e fornisce pareri quando gli esponenti politici si trovano a dover far fronte ad allarmi alimentari.
Per intervenire con sollecitudine quando sorge un problema di sicurezza, l’UE attiva un sistema di allarme rapido. Ogni governoUE attiva un sistema di allarme precoce in caso di mangimi o alimenti poco sicuri che potrebbero esporre i consumatori a un rischio sanitario. L’allarme viene immediatamente inviato alla Commissione che funge da centro di smistamento per un meccanismo di notifica veloce allargato a tutto il territorio dell’UE. Negli ultimi anni il sistema è stato usato quando ad esempio del mais GM non autorizzato era stato scoperto in un paese membro.
Francesca Toccacielo
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