
L'artista Salvatore Marti nasce nel salento a Curofiano (Le) e fin da giovane si presenta con opere di pittura che riflettono la sua origine pugliese ma successivamente approfondisce altri settori artistici che riflettono una progettualità in linea con i tempi. Egli passa da una fase di espressione materica con l'uso dell'arte povera ad una riflessione concettuale attiva negli anni ottanta fino ad un rapporto onirico con uso e ricchezza di particolari fino alla ricerca di evasione. Quindi, una arte materica che poi sfocia in una sensibilità e messa in atto di estetica "filo filo" . Durante il periodo universitario la contestazione fa di lui un comunicatore su carta e su tela. Oggi si presenta in una nuova forma fatta di incogniti messaggi.
Gigliola Caridi: "...Anche le su realizzazioni di denuncia sociali hanno, inevitabilmente il magico tocco di fiaba delle sue opere più pure, dunque Salvatore Marti è un artista dell'immaginario, un novello Peter Pan che sorride , per metà serio e per metà ironico, cercando di affermare quell'attimo di tenerezza che è l'unica vera ragione di esistere".
Domenico Bilotta: "Un viaggio fatto di strade parallele: da una parte la storia dell'uomo, le suemorigini, la sua terra la Magna Grecia e le sue tradizioni miscelate alla mediterraneità e alle civiltà che si sono susseguite, dall'altra il passaggio all'opera pi matura dove Salvatore Marti testimonia un percorso intellettuale sofferto dove madre natura si ribella all'uomo e alla sua decadenza".
Vittorio Santoianni; "...E la volontà di allontanamento dalla realtà quotidiana per proiettarsi in un'altra dimensione è così netta che "entra" letteralmente nell'opera, aggiugendo spesso il suo autoritratto oppure rffiurandosi nelle sembianze di animali....fondato su un mondo figurativo assai personale coerente..."
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