
Moni Ovadia (ph. M.S:)
Ieri pomeriggio, presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si è tenuta la presentazione del libro “Fantasmi – Dispacci dalla Cambogia” di Tiziano Terzani. Questo volume , che raccoglie i reportage che in più di vent’anni Terzani ha realizzato dalla Cambogia, rappresenta un percorso della vita e del pensiero dell’autore, uno spaccato che ci mostra la progressiva presa di coscienza che ha indotto Terzani ad abbandonare il giornalismo tradizionale intraprendendo un percorso di indagine della figura umana nella sua interezza.
A presentare la raccolta di articoli la moglie Angela Terzani Staude, che ha curato la prefazione al volume, il sindaco di Firenze Domenici, Moni Ovadia e Gherardo Colombo. L’incontro si è aperto con la lettura ,da parte di Moni Ovadia, di alcuni brani del libro, che hanno permesso di toccare con mano l’esperienza umana vissuta dall’autore e le sue parole, che riecheggiano nel Salone dei Cinquecento, creano un “ponte tra coloro che non ci sono più e noi” che continuiamo a vivere in questa vita – secondo un’espressione di Angela Terzani.
Tra il sindaco Leonardo Domenici e l’ex magistrato Gherardo Colombo si intavola un interessante scambio di vedute sull’interpretazione della disillusione, un tema certamente fondamentale in questa raccolta di Terzani come anche nelle sue ultime opere. Secondo il primo cittadino è preponderante l’aspetto pessimista nei confronti dei regimi socialisti per i quali inizialmente Terzani simpatizzava. Per Gherardo Colombo da questo sentimento di disinganno Terzani trova lo spunto per una concezione dell’esistenza meno materiale e che anzi tende allo spirituale – era” diventato quasi un guru”,come evidenzia la moglie Angela. Non si tratta di un rendersi conto che non c’è niente da fare ma di una aspirazione a quanto c’è di “grande” nell’uomo, “una ricerca di qualcosa di più”.
Infine l’intervento di Angela Terzani Staude spiega le ragioni di questo titolo: “Fantasmi”. “L’idea di soprannaturale ha sempre irritato Tiziano – spiega – tuttavia egli arriva a percepire che non può finire tutto qui, che ogni persona possiede un ‘Prolungamento’, un ‘Alone’ ” che trascende l’aspetto materiale. “In Cambogia egli percepiva i fantasmi della superstizione, delle paure e dei morti che non hanno trovato giustizia. Alla fine Terzani arriva a convincersi della coesistenza del male e della grandezza nell’uomo e affida all’uomo stesso la facoltà di far trionfare l’uno o l’altro .
Per guardare il video delle letture di Moni Ovadia di brani tratti dalla raccolta di Terzani "Fantasmi - Dispacci dalla Cambogia" clicca qui.
Matteo Staglianò - DEApress
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