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Epifania, tra passato e presente

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La festa dell’Epifania, è una delle più importanti ricorrenze del calendario liturgico cristiano. Si festeggia il 6 febbraio, esattamente 12 giorni dopo il Natale. E si celebra la prima manifestazione di Gesù all’intera umanità, con la visita, l’adorazione e l’offerta di preziosi e significativi doni da parte dei Re Magi. E di fatti il termine Epifania vuol dire proprio questo. Apparizione, manifestazione, rivelazione. L’episodio dei Magi invece può essere considerato come il simbolo della chiamata alla salvezza dei popoli pagani, ai Giudei, agli apostoli.

Soprattutto nei paesi cattolici questa festività, divenuta poi anche civile, è accompagnata da tutta una serie di tradizioni: la stella cometa che guida i Re Magi, lo scambio di doni e, quella a noi più nota, dei regali nella calza offerti dalla Befana ai piccoli. Di fatti, oggigiorno, nell’immaginario collettivo il 6 gennaio coincide con l’immagina di questa anziana signora che reca in dono regali ai più buoni, cenere e carbone ai più discoli. Una sorta di nonna buona.

La leggenda vuole che i Re Magi, in cammino verso la Grotta,  chiesero informazioni ad una vecchia signora, che però si rifiutò di accompagnarli. Salvo poi pentirsi, e recarsi sulla strada, portando con se dolci e cibarie varie per farsi perdonare. Ma senza però riuscire a trovarli. E così si fermò ad ogni abitazione che trovava lungo il cammino, regalando quei dolci ad ogni bambino che trovava. Nella speranza di trovare Gesù. Da allora sarebbe ancora in cammino. Per farsi perdonare.

Oggi è vista soprattutto come la festa dei bambini. Un modo per farli divertire e sognare. Ma un modo forse anche per far sognare i più grandi. E visti i tempi, ce ne sarebbe davvero bisogno. Forse è questo il regalo più grande che ciascuno potrebbe aspettarsi di trovare nella calza.

 

 

                                                                                                                                   

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Gennaio 2009 02:49 )  

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