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Libri all'ora del tè

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Libri all’ora del tè

Sala Conferenze Biblioteca Città di Arezzo

Andrea Bocconi

presenta

venerdì 19 marzo, ore 18.15

Guido Bosticco e Guido Mazzon

“LA TROMBA A CILINDRI”

Ibis

con Francesca Barbagli e Andrea Biagiotti

 

«Ero a Casarsa l'estate dei 1957, avevo undici anni. Pier Paolo, arrivato da Roma in una delle sue fugaci comparse per salutare la madre, mi vede scendere le scale di casa con una vecchia tromba a cilindri in mano. "Come puoi suonare con uno strumento così antiquato?" ("orrendo", stava pensando con un suo aggettivo), mi chiede. Poi con aria leggermente imbarazzata stacca un assegno e mi dice: "Tieni, comprati una tromba nuova, argentata!" ("stupenda", pensava). Fui colpito dalla sua generosità e ripensandoci, nel corso degli anni, quel gesto ha assunto per me il valore di un passaggio di testimone.» Così si apre il volume di Guido Mazzon, cugino di Pier Paolo Pasolini: un libro che incrocia la storia familiare e i ricordi giovanili, alla riflessione sulla musica e in particolare sul jazz. Grazie a quella tromba infatti, quel ragazzo è diventato un musicista famoso, uno che ha suonato con Don Cherry e Cecil Taylor, solo per citare due tra i molti personaggi che compaiono nel libro “La tromba a cilindri” (Editore Ibis, 2008) che venerdì 19 marzo, alle ore 18.15 (ingresso gratuito) sarà letto dagli attori  Francesca Barbagli e Andrea Biagiotti all'interno dell'iniziativa “Libri all'ora del tè” in programma alla Sala Conferenze Biblioteca Città di Arezzo. Mazzon scrive ancora: «Forse si può dire il mondo solo se lo si è costruito completamente nel proprio linguaggio. Altrimenti si è fatalmente destinati a percorrere le solite routines personali, inconsce, restando all’interno di un mondo già detto (da altri) e soltanto condivisibile (con gli altri). Lo spazio per la creatività si trova soffocato e la parte più interessante del mondo, cioè quella non ancora conosciuta, rimane ineffabile. È attraverso lo sforzo del linguaggio che invece si può costruire il mondo o codificarlo per renderlo comune; ed è nell’atto proprio del dire che risiede il gesto poetico che costruisce, in quanto il dire è suono, significato, forma, oggetto e soggetto costituente. È cioè mattone, calce, legno, progetto, idea, architetto e muratore. Ciò che non è detto resta là, in un limbo di cose inespresse che in un certo senso non esistono: per rendere al mondo una cosa bisogna almeno dirla». I dialoghi e le riflessioni si susseguono come note musicale, sull’onda del felice incontro con Guido Bosticco, filosofo ed esperto di comunicazione, con cui vi è anche una solidarietà jazzistica. Al libro è allegato un Cd di registrazioni jazz di Guido Mazzon.

 

Guido Mazzon (Milano,1946), trombettista e compositore, intraprende giovanissimo gli studi sotto la guida di Alvaro Persenico, prima tromba dell'Orchestra della Scala di Milano. Partecipa alle prime esperienze di free-jazz in Italia alla fine degli anni '60, si laurea in Scienze Biologiche e inizia la sua attività musicale nel '70 alla guida del Gruppo Contemporaneo, storica formazione del Nuovo Jazz Italiano, con la quale tiene concerti in Italia ed Europa. Tiene seminari e stages sull'improvvisazione e la composizione nell'ambito del jazz contemporaneo. Dal 2003 è ospite del gruppo rock d'avanguardia "Jerrinez".

 Guido Bosticco (Bergamo, 1972) giornalista, è appassionato di filosofia, di comunicazione politica e anche di scrittura, che insegna nelle Università di Pavia e di Lucca. Nel tempo libero, a volte, suona.

 

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