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Comunicato - Comitati Cittadini

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FIRENZE - Il Comitato di coordinamento contro il polo estrattivo di Calenzano ha divulgato nella giornata di oggi un comunicato stampa intitolato "Firenze, la città delle strane occasioni (immobiliari). Cosa bolle nel pentolone del Piano struttuerale?", nel quale puntano il dito contro l'assessore Biagi responsabile - a loro modo di vedere - di una gestione del Piano Urbanistico futuro che ha impedito ai cittadini di partecipare alle scelte di merito sulle trasformazioni che Firenze subirà.

Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato. 

 

FIRENZE, LA CITTA' DELLE "STRANE OCCASIONI" (IMMOBILIARI).COSA BOLLE NEL PENTOLONE DEL PIANO STRUTTURALE ?

Una ne fanno e cento ne pensano. Agli amministratori della città di Firenze non manca la fantasia!L’ennesima riprova è venuta dal dibattito sul Piano Strutturale organizzato giovedì 28 settembre a Villa Fabbricotti nell’ambito della “Triennale di architettura”, promossa dall’Ordine degli Architetti di Firenze.Invitati a relazionare sull’attuale situazione del principale strumento urbanistico del Comune, l’assessore Gianni Biagi e il dirigente Gaetano Di Benedetto hanno prima magnificato quella che loro definiscono “partecipazione” e poi hanno messo in scena un moderno “gioco delle tre carte”.Infatti, non si può definire altrimenti ciò che i due esponenti dell’amministrazione cittadina hanno esposto al non foltissimo uditorio presente.L’amministrazione comunale aveva un problema non piccolo: confermare la sostanza delle sue scelte, ma facendo credere di aver “democraticamente” tenuto conto delle numerosissime critiche che dall’aprile 2004 ad oggi sono piovute sulla prima stesura del Piano Strutturale.Fedeli al motto del “Gattopardo” (“cambiare tutto perché nulla cambi”), hanno quindi pensato bene di far scomparire dai documenti i nomi che hanno suscitato più opposizione tra i cittadini, per sostituirli con altri più tranquillizzanti, ma che coprono nei fatti le stesse cose.Il caso più eclatante è senza dubbio quello delle aree di “inalterabilità” e delle aree di “indeformabilità”, che costituiranno il presupposto della futura edificazione. Per queste zone saranno i privati che proporranno i progetti al Comune, il quale sceglierà, tra quelli pervenuti, quali inserire nel futuro Regolamento Urbanistico, cioè lo strumento che attua concretamente il Piano Strutturale.Ma qui sta il guaio: se prima non si decide chiaramente, nel Piano Strutturale, quale dovrà essere la destinazione di queste aree (ad esempio giardini, asili nido, scuole, ambulatori, piuttosto che alberghi o appartamenti di lusso), i privati potranno proporre di tutto e di più. E non occorre pensar male per immaginare che saranno innumerevoli le occasioni per nuove colate di cemento: la “densificazione urbana” e la “tracimazione” cementizia a nord ovest (Castello) e a sud ovest (Mantignano), già in atto o in preparazione, deve andare avanti!Per di più è stato confermato il “tubone”, la circonvallazione nord sotto la collina di Fiesole, per la quale la Cassa di Risparmio di Firenze ha finanziato un studio di fattibilità.E’ stata inoltre confermata la scelta di bloccare l’edificazione al perimetro pedecollinare della città. Però anche in questo caso consigliamo cautela: bisognerebbe poter verificare nel dettaglio se e quanta collina si intende edificare.Occorre quindi fare molta attenzione ai prossimi passi del Piano Strutturale, perché l’assessore Biagi ha promesso una approvazione definitiva assai rapida per l’inizio del prossimo anno.E perché queste scelte rischiano di avere delle pesanti conseguenze non solo su Firenze, ma anche su altri territori.Infatti queste colate di cemento altro non sono che la scusa per aprire nuove cave di pietrisco, come per esempio quella che si vuole attivare a Calenzano, dove si prevede di portar via un’intera collina alta circa 400 metri ed estesa 70 ettari per ricavarne ben 20 milioni di metri cubi di materiali da costruzione.Un’ultima considerazione di metodo che poi è di sostanza: i numerosi cittadini che, organizzati nei Comitati o individualmente, hanno partecipato con le osservazioni presentate nei termini di legge dopo l’adozione del Piano Strutturale o nel lungo percorso ”partecipato” organizzato dal Consiglio Comunale devono sapere da un’iniziativa dell’ordine degli architetti ciò che li riguarda? Perché l’Assessore Biagi e questa giunta non hanno sentito il dovere di informare di queste importanti notizie sul P.S. i soggetti che più hanno animato il dibattito  e i cittadini che dovrebbero essere considerati i principali referenti del provvedimento?La risposta è una sola: i nostri amministratori credono fermamente in un  principio di concertazione fondato su una gerarchia di interlocutori che parte dai poteri forti (finanziari e imprenditoriali), passa attraverso le categorie professionali e poi si ferma. I passaggi successivi non sono di concertazione ma di informazione e per prevenire eventuali azioni di neutralizzazione di dissenso da parte della società civile.Da questa vicenda ci sembra derivi un altro buon motivo per mettere all’ordine del giorno dell’agenda politico amministrativa della Città le dimissioni dell’Assessore Gianni Biagi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 20:58 )  

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