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All'ombra dell'ultimo sole: un Musical per De Andrè

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Va in scena al Palazzo del Michelerio di ASTI, "All'ombra dell'ultimo sole", il musical sul mondo di Fabrizio De Andrè

 

 

Emilio Russo

E’ un racconto generazionale, è una storia che vuole far rivivere quegli anni “formidabili”, una corsa all’indietro con quel “tuffo nel cuore” che accompagnava i riti e i ritmi della crescita di quei ragazzi, che per la prima volta scoprivano di non dovere andare a fare la guerra e che il mondo era finalmente lì a portata di mano:bastava conquistarlo con sorrisi, dolcezza e nuovi suoni. Ovviamente non tutto è andato per il verso giusto e i sogni sono fuggiti lasciando cicatrici profonde sulla pelle e nell’anima. Non erano tempi per equilibristi, quelli. Non si stava ancora sul taglio della moneta ad aspettare. Sembrava tutto più semplice in quegli anni settanta. O testa o croce, stare da una parte o dall’altra. Questo è quello che prova a raccontare un testo incisivo che parla di storie “altre” di Fabrizio De Andrè.

Massimo Cotto

Genova, un momento qualunque della prima metà degli anni Settanta. Dietro via del Campo, in un buco del centro storico apre La cattiva Strada, un locale che non è solo locale: è momento di aggregazione e battito del cuore, è il luogo dove nessuno ti chiede cosa fai e nemmeno chi sei, ma solo come ti chiami. Proprio come nelle canzoni di De Andrè, dove non esistono i buoni e i cattivi, perché se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo. Nella Cattiva Strada nessuno giudica: ci si limita a vivere, che è già abbastanza. Hanno nomi strani, perché in quegli anni erano i soprannomi o i nomi di battaglia a caratterizzare le persone. Sono il Sirena, Nuccia, il Boccia, Nina, Teresa, Bocca di Rosa, Paoluzzo, il Gesù. Sono puttane e figli di puttana, ladri e ragazze madri, anarchici e ragazze e basta. Gente che sembra uscire da un brano di Fabrizio. Gente che esce da una canzone di Fabrizio. Magari con una vita diversa, perché Teresa non ha abortito il figlio del bagnino e si è trasferita da sotto le bandiere di Rimini a sotto la lanterna di Genova, perché Nina ha abbandonato la Cascina dell’Orto di Revignano e fa la guardarobiera al Ragno Verde di via Gramsci, anche se sogna sempre l’altalena.

In quel quadro d’altri tempi dove ogni cosa batte di un tempo proprio arriva Michè, lontano per sempre dalla sua ballata e dentro un mistero. Nessuno sa chi sia e nessuno glielo chiede, perché l’unica cosa che conti è che sia il nuovo fidanzato di Nancy, la ragazza più bella della compagnia, quella che paga la lucentezza fuori con il dolore che pulsa dentro. Da quegli incontri, da quelle storie che prendono vita attraverso la parola o tramite il canto, si sviluppa una trama fatta di continui cambi di marcia. Entrano in gioco l’Indiano, Pasquale Cafiero, il giudice, il pescatore, il Mannerini, don Gallo. Escono di strada l’ipocrisia e la finzione. E alla fine, prima del colpo di scena finale, riemerge prima lentamente e poi come in un’esplosione l’unica verità: che nessuno, se non Dio, ha il diritto di giudicare, in questo mondo dove la sublime forma d’amore è la pietas.

All’ombra dell’ultimo sole non è un musical su Fabrizio De Andrè (che viene citato solo di sfuggita dai personaggi); è un musical sul mondo di Faber, dove la finzione scenica è spesso verità traslata: tutte le cose che accadono ai personaggi nel primo quadro sono realmente accadute, anche se magari non vengono descritte allo stesso modo.

All’ombra dell’ultimo sole è, in estrema sintesi, un omaggio al più grande di tutti ma anche agli ultimi della fila, quelli che nessuna luce illumina se non quella dei lampeggianti della polizia o dei lampioni dei carruggi, ma che non per questo sono meno grandi nella loro abbagliante umanità.

 

 

ALL'OMBRA DELL'ULTIMO SOLE


PRIMA NAZIONALE

Giovedì 30 giugno, 21.30 - 
Palazzo del Michelerio, ASTI

REPLICA

Venerdì 1 luglio, 21.30 - 
Palazzo del Michelerio, ASTI

 

 

di Massimo Cotto

canzoni di Fabrizio De Andrè

arrangiamenti e direzione musicale di Alessandro Nidi

coreografie di Lara Guidetti

scene di Elena Martucci

costumi di Daniela Usai

luci di  Mario Loprevite

regia di Emilio Russo


produzione AstiTeatro 33 / Tieffe Teatro Milano


con
Chiara Buratti, Daniele Gaggianesi, Francesca Gemma, Vanessa Korn,
Silvia Giulia Mendola, Alberto Onofrietti, Valeria Perdonò,
Simone Poncino, Francesco Visconti, Zibba, Fabio Zulli


fisarmonica: Marianna Storelli

 

 

Biglietti: 12 euro (ridotto 10 euro per i possessori dell’abbonamento Teatro & Parola).
Per prevendite e informazioni: 0141.399057 (Biglietteria Teatro Alfieri)

 

_________________________________________
Ufficio stampa
L’ALTOPARLANTE - info@laltoparlante.it
PROTOSOUND POLYPROJECT - info@protosound.it

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Giugno 2011 18:26 )  

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