riceviamo e pubbliachiamo
I successi di Carlo Lapucci tra folklore e letteratura alta
“Oriana Fallaci? Una gazza ladra”
L’esperto di tradizioni popolari che nel 1971 sfiorò il premio Strega ed era ammirato da Luzi e Fellini ricorda la grande giornalista
Firenze, 3 agosto 2011 – È facile associare il nome di Carlo Lapucci al mondo delle favole, del folklore e delle tradizioni popolari. L’autore, nato a Vicchio di Mugello nel 1940, poi trasferitosi a Firenze dove vive da anni, è celebre per opere come le Fiabe toscane che, uscite nel 1984 (con l’illustre prefazione di Mario Luzi), continuano a distanza di quasi trent’anni a spopolare in libreria e nelle scuole. O per il monumentale Dizionario dei modi di dire della lingua italiana: uscito nel 1969, tre edizioni solo il primo anno, ha ormai superato le centomila copie.
Ci sono però aspetti della carriera letteraria di Lapucci che non tutti ricordano. Come quando riuscì col suo primo romanzo, Itinerario a Vega (1971), a entrare nella cinquina dei finalisti del Premio Strega. E pochi sanno che Fellini voleva girare un film basato sulle sue fiabe: negli anni ’90, i due passavano lunghi pomeriggi assieme a stendere il canovaccio. “A quel tempo, Federico era a corto di idee. Gli piacevano le favole, ed è finito da me. Una fortuna, comunque, averlo conosciuto: era pieno di umanità, generosità, e gentilezza”.
Nella gioventù fiorentina, quando era impegnato negli studi classici e si dedicava alla poesia, lo scrittore strinse rapporti con Nicola Lisi e Carlo Betocchi. “Anche Luzi era un grande amico. Passavamo sempre le vacanze insieme in Val di Chiana”. In quella casa a Montepulciano dove, poco prima del crollo delle Torri Gemelle, era stata anche Oriana Fallaci. “Una simpatica gazza ladra. Veniva a casa mia a documentarsi, a prendere libri. In seguito ci sentivamo spesso per telefono, quando chiamava sapevo già che aveva bisogno di qualcosa”.
Pare che una volta la giornalista fiorentina, che non sapeva tutto di lui, gli abbia detto: “Lapucci, sa che lei potrebbe essere un bravo scrittore?”. Con decine e decine di libri pubblicati presso case editrici del calibro di Mondadori, Le Monnier, Vallardi e De Agostini, è stato effettivamente uno dei pochi italiani a fare della scrittura una professione. Spaziando dalla linguistica (sue le più grandi raccolte di indovinelli e di proverbi italiani, rispettivamente del 1994 e del 2006) alla letteratura, dalle traduzioni ai saggi di folklore, dal romanzo alla satira (premio Giusti nel 2000 con Ohibò!).
Le sue passioni maggiori restano il racconto e la poesia, a cui molto si è dedicato in gioventù. Qualcuno di quei lavori potrebbe tornare presto alla luce, magari proprio per Polistampa, l’editore fiorentino che sotto la sigla Sarnus ha appena pubblicato l’imponente raccolta delle Leggende della terra toscana. “Collaboro con gli editori Mauro e Antonio Pagliai ormai da anni. Oggi che i grandi gruppi non rischiano più niente sono loro a investire su libri che restano”.
Gherardo Del Lungo (335 1373725)
Eventi Pagliai s.r.l.
tel. +39 055 7378721
fax +39 055 7378762
press@eventipagliai.com
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






