Cultura > Cinema
Vincono Argentina e Romania, c'è gloria anche per l'Italia
di Boris Sollazzo

2011 - E' un'emozionata Milagros Mumenthaler a ritirare il Pardo d'Oro con il suo esordio, Abrir puertas y ventanas. Una sorpresa notevole, soprattutto perché affiancata dalla miglior interpretazione femminile di Maria Canale, rappresentante di un cast tutto al femminile notevole. Un doppio riconoscimento che va a un film che molti avevano sottovalutato: tre ragazze perdono la nonna molto amata e "ingombrante".
Rimangono nella sua casa e reagiscono, date le loro diversità, ognuna in modo diverso. La giovane cineasta guarda tutto con un certo equilibrio, non ha l'ansia di "chiudere" il film né di dilatarlo e porta a casa un risultato equilibrato e positivo che probabilmente avrà messo d'accordo l'eterogenea giuria (nella quale c'era l'italiano Luca Guadagnino). Duplice presenza nel "pardares" anche per il romeno Best Intentions: Bogdan Dumitrache è il centro di una storia tragicomica di affetto e dolore, è un figlio fragile che assiste l'amata madre in ospedale, barcamenandosi in una fauna umana improbabile. E' magistrale nel destreggiarsi in una sceneggiatura spesso imprevedibile e a volte troppo sopra le righe, così come il regista Adrian Sitaru, non a caso insignito della miglior regia.
Quasi dovuti il Pardo d'oro speciale della giuria a Shinji Aoyama- non a caso la motivazione cita il deludente Tokyo Koen portato al Festival ma soprattutto la sua carriera- così come la generosa menzione speciale a Mia Hansen-Løve per Un amour de jeunesse. Come previsto da molti il premio speciale della giuria va ad Hashoter, ennesima bella sorpresa del cinema israeliano, la cui moderna nouvelle vague ormai è diventata una certezza, avendo prodotto almeno un paio di generazioni di registi di alto livello. Qui Yaron, componente del reparto anti-terrorismo della polizia israeliana vive un triplice conflitto: col "nemico arabo", con se stesso e con la guerra di classe israeliana. Un piccolo gioiello, anche perché sa raccontare con partecipazione e potenza una realtà spesso negata da chi, ovviamente, vede il Medio Oriente solo come una regione in perenne conflitto e non come una parte del mondo che vive anche dinamiche interne profondamente simili a quelle europee e nordamericane.
Sorprende la vittoria de L'estate di Giacomo di Alessandro Comodin nella sezione Cineasti del Presente. Pur avendo un soggetto interessante, la storia di ambigua amicizia tra un non udente e una sua amica d'infanzia appare nei momenti migliori ingenua e nei peggiori irritante. Stupisce quasi allo stesso modo il premio della giuria a El estudiante: interessante l'idea di usare la politica studentesca come metafora del Potere, ma non sembra mai uscire da uno stile troppo televisivo e melodrammatico. Ci troviamo d'accordo con i giurati del CdP, invece, sulla menzione speciale a É na terra não é na lua di Gonçalo Tocha: sull'isola atlantica di Corvo una minitroupe scopre una civiltà cristalizzata nelll'ultimo mezzo millennio. Un incontro particolare con una realtà di qualche centinaio di persone che, nel conformismo del mondo moderno, ne sembrano totalmente avulsi. Un'avventura antropologica e uno sguardo sul passato che colpiscono e coinvolgono.
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