Debutta questa sera al Teatro di Roma Tre Sorelle di Anton Cechov diretto da Massimo Castri e con Roberto Baldassarri, Paolo Calabresi, Claudia Coli, Milutin Dapcevic, Angelo Di Genio, Miro Landoni, Mauro Malinverno, Laura Pasetti, Sergio Romano, Bruna Rossi, Roberto Salemi, Renato Scarpa e Alice Torrioni
Dice il regista: i testi, che scelgo, ovviamente, corrispondono ad una mia poetica e ad una mia propensione per un ambito di testi teatrali di confine, testi, cioè, che si pongono e nascono dentro la crisi o il cambiamento di un mondo e cercano forme nuove per raccontare questo cambiamento: Euripide e Cechov, pur nella loro grande lontananza, sono attraversati da questa tensione comune, un teatro della crisi che intreccia, in un laboratorio di altissimo livello, lo smantellamento delle vecchie forme con la ricerca di nuove forme per i nuovi modi di umanità e società.
Tre sorelle è, sempre al parere di Castri, il testo più bello e più duro di Cechov; un testo che parla di noi a distanza di un secolo in maniera sorprendente, e ci racconta in tutta la nostra capacità di vivere il presente e di costruire il futuro. Una porta spalancata sul ‘900 con più durezza e minaccia di Ibsen e di Strindberg. Inoltre (e non è secondario) Tre sorelle sembra un testo particolarmente adatto alla formazione di una compagnia-base che, per le sue caratteristiche, possa poi costituire uno strumento fondamentale per un teatro pubblico.
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