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I.S.F. comunica......

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*Information Safety and Freedom*
newsletter n. 256/anno 3°, gennaio 2009
        *
* *Liberta di stampa, breve bilancio in numeri per l'anno 2008: *
64 giornalisti uccisi, 1 collaboratore dei media ucciso, 673 giornalisti
fermati/arrestati, 929 giornalisti aggrediti o minacciati. 353 media
censurati, 29 giornalisti rapiti
*Internet:*
1 blogger ucciso, 59 blogger fermati, 45 blogger aggrediti, 1740 siti di
informazione chiusi o sospesi*

Turchia: iniziata programmazione di una tv in lingua curda, apertura di
Ankara al mondo curdo o 'furbizia' pre-elettorale?*
02.01.09 - Per la prima volta la televisione di stato ha un canale che
trasmette in curdo, una lingua a lungo vietata espressione di un sesto della
popolazione turca. Programmazioni 24 ore su 24 di film, documentari e
notiziari. A lanciare la nuova rete televisiva, Trt 6 è stato il Primo
ministro Recep Tayyip Erdogan, che per l'occasione ha pronunciato anche
alcune parole in curdo. Ma non sono mancate le critiche provenienti proprio
dal mondo curdo: secondo i leader del Dtp, il partito che lotta per
l'affermazione dei diritti dell'antico popolo della Mesopotamia, la mossa di
Ankara mira a sottrarre consenso politico al Dtp in vista delle elezioni
amministrative che si terranno fra poco meno di tre mesi. Secondo le
intenzioni del governo, invece, la programmazione di Trt 6 dovrebbe
contrastare l'espansione della rete satellitare Roj tv, che trasmette
dall'estero e rappresenta i sentimenti estremisti degli ambienti vicini al
Pkk, il partito dei lavoratori curdi, impegnato da trent'anni per
l'autodeterminazione del popolo curdo. Da un anno a questa parte l'esercito
di Ankara sta combattendo con molta determinazione i guerriglieri del Pkk
annidati nelle montagne del Kurdistan iracheno. Incursioni aeree e
bombardamenti dei campi base sono diventati, negli ultimi tempi, molto
frequenti. (Fonte: Peace Reporter)*

* *Italia: gesto intimidatorio ai danni di una giornalista calabrese*
02.01.09 - "L'inquietante gesto intimidatorio ai danni della giornalista
Angela Corica, corrispondente del quotidiano ' Calabria Ora', cui la notte
del 29 dicembre a Cinquefrondi ignoti hanno danneggiato l'auto a colpi di
pistola, non può e non dev'essere frettolosamente archiviato come purtroppo
pare già accaduto. La gravità dell'episodio, infatti, presumibilmente legato
all'attività professionale della giornalista, rilancia drammaticamente la
questione della libertà di stampa in Calabria". Ad affermarlo è il
presidente della commissione regionale Antimafia, Nino De Gaetano. De
Gaetano esprime "piena solidarietà alla giornalista Angela Corica e a tutti
gli operatori calabresi dell'informazione intimiditi e minacciati per il
loro prezioso mestiere di testimoni della realtà". "Il nome della
corrispondente di ' Calabria Ora' - prosegue De Gaetano - si aggiunge alla
già lunga lista calabrese dei giornalisti, spesso corrispondenti da
territori 'caldi' della nostra regione, costretti a pagare la volontà di
informare con colpi di pistola, ruote bucate, telefonate minacciose e
aggressioni. Una lista corposa ma, a giudicare dal generale silenzio che
avvolge la questione, finora incapace di suscitare la necessaria reazione da
parte della società civile. Le conseguenze, purtroppo, sono prevedibili:
dopo le ignobili attenzioni criminali alle vittime tocca in alcuni casi
subire pure un deprecabile isolamento che le rende ancora più vulnerabili".
"Bisogna impegnarsi tutti insieme, con la denuncia e il sostegno concreto -
conclude De Gaetano - per spezzare questa solitudine dell'informazione
coraggiosa perché di fronte alle minacce della criminalità nessuno deve
essere mai lasciato solo e perché il riscatto della Calabria passa anche
attraverso una libera stampa".

*Cina: Liu Xiaobo, di Carta 08, sorvegliato in luogo sconosciuto, contro le
stesse leggi cinesi*
02.01.09 - L'intellettuale Liu Xiaobo, fra i primi firmatari di Carta 08,
continua ad essere detenuto in un luogo sconosciuto e soggetto a "residenza
sorvegliata", in violazione alle stesse leggi cinesi. Liu è detenuto dall'8
dicembre scorso, da quando lui e altri 300 intellettuali, accademici,
attivisti hanno reso pubblico un documento in cui, senza sfidare il potere
del Partito comunista, esigono l'attuazione di tutti i diritti umani che la
Cina ha sottoscritto nelle convenzioni Onu. La pubblica sicurezza continua
comunque a mantenere Liu Xiaobo in "residenza sorvegliata" in un luogo
sconosciuto. La polizia non ha nemmeno detto ai Liu il crimine per cui il
firmatario di Carta 08 è detenuto, né la durata dell'arresto. "Residenza
sorvegliata" (in cinese: jinshi juzhu) è una forma di detenzione prima di un
processo. Ma secondo l'articolo 57 del codice penale cinese, un incriminato
è soggetto a residenza sorvegliata a casa sua o in un luogo designato se
egli non ha residenza permanente. Liu è residente di Pechino. Tenerlo in un
luogo sconosciuto viola la stessa legge cinese. L'art. 58 dello stesso
codice penale pone a sei mesi il limite della residenza sorvegliata. Ma la
pubblica sicurezza, il procuratore, la corte possono imporre la residenza
sorvegliata allo stesso individuo in modo consecutivo. Ciò significa che Liu
rischia di essere sequestrato per un anno e mezzo senza alcuna accusa o
processo. Il governo cinese sta lottando come un disperato contro la
diffusione di Carta 08, cancellandola dai siti internet e arrestando i
firmatari. Ma le adesioni al programma di trasformazione della Cina in Paese
che difende i diritti umani aumentano ogni giorno. Ad oggi vi sono almeno 5
mila sottoscrittori. (Fonte: Asia News)

*Moldavia: minacciata la libertà di stampa in vista delle prossima campagna
elettorale*
02.01.09 - Tra gli attacchi alla stampa da parte delle autorità moldave c'è
quello dell'11 dicembre scorso, quando il Consiglio di coordinamento
audiovisivo ha negato la proroga della licenza di trasmissione in territorio
moldavo al canale romeno Pro Tv, che trasmette in Moldavia come Pro Tv
Chisinau. La motivazione è stata attribuita a una serie di infrazioni in
materia pubblicitaria, alla mancanza di nuovi programmi per gli spettatori
non udenti e alla sostituzione di un programma d'informazione di Pro Tv
Bucarest. Non è la prima volta che vengono mosse accuse a Pro Tv Chisinau.
Il parlamentare cristiano democratico Stefan Scareanu si è rivolto alla
Procura Generale chiedendo di aprire un'inchiesta sulle attività del canale
televisivo per scoprire chi ne sia il proprietario, mentre il leader del
partito popolare cristiano e vice presidente del Parlamento moldavo Iurie
Rosca ha affermato che i proprietari sono dei leader politici e che il
canale verrà chiuso presto. Il direttore di Pro Tv Chisinau ha respinto le
accuse ed ha obiettato che non ci sarebbero motivazioni giustificate al
mancato rinnovo della licenza annunciando il ricorso in tribunale. Immediate
le reazioni dell'opposizione, che ha espresso solidarietà all'emittente.
mentre il giornale moldavo 'Journal de Chisinau' ha pubblicato un'inchiesta
che rivela un diretto coinvolgimento tra il Partito Comunica e il canale
televisivo privato NIT, che sarebbe controllato dal Partito stesso, con una
compagnia off-shore con sede nelle isole Vergini. Secondo il giornale negli
ultimi quattro anni l'emittente avrebbe avuto grossi favori dal partito al
Governo come ripetitori a basso prezzo, un edificio di nove piani in centro
e 10 frequenze che coprono l'80% della Moldavia, oltre a molte altre
agevolazioni.*

Zimbabwe: accusata di "complotto terrorista", giornalista rischia la pena di
morte *
29.12.08 - Reporters sans frontières ha denunciato l'inaccettabile
comportamento delle autorità governative che dopo aver detenuto perquasi un
mese in un luogo segreto la giornalista e militante dei diritti dell'uomo
Jestina Mukoko, ora l'accusano, assieme ad altri militanti del partito di
opposizione Movement for Democratic Change (MDC), di "complotto terrorista
tendente a sollevare dai suoi poteri il presidente Robert Mugabe". La
giornalista rischia, in caso di condanna, anche la pena di morte. Scortati
dalla polizia, Jestina Mukoko e nove altri militanti dei diritti dell'uomo,
sono stati portati davanti a un tribunale della capitale Harare, il 24
dicembre scorso e accusati di aver organizzato il viaggio nel vicino stato
dello Botswana di un ufficiale dello Zimbabwe che doveva organizzare un
colpo di stato. Durante l'udienza gli avvocati difensori non sono stati
autorizzati ad assistere alla formalizzazione delle accuse. Jestina Mukoko
dirige l'organizzazione di difesa dei diritti  dell'uomo "Zimbabwe Peace
Project" (ZPP), che regolarmente dà notizie sulle violenze politiche che
anche nel 2008 hanno funestato il Paese guidato da Robert Mugabe, longevo
dittatore al potere dal 1980 e che dal 1987 ricopre la carica di presidente.
Inoltre è il leader del partito al governo, lo Zimbabwe African National
Union (Zanu). Accusato di atteggiamento dittatoriale, la sua controversa
politica ha portato all'esclusione dello Zimbabwe dal Commonwealth.
Parimenti è considerato"persona non gradita" e gli è negato l'ingresso
nell'Unione Europea e negli Stati Uniti.

*Iraq: scarpe contro Bush, domani al via il processo contro il giornalista*
29.12.08 - Rischia 15 anni di prigione, Muntadhar al Zeidi, il giornalista
iracheno arrestato per aver lanciato le proprie scarpe contro George W.
Bush: domani si aprirà il processo nel quale è accusato di "aggressione
contro un capo di stato straniero". Ma Al Zeidi, ormai celebre nel mondo
intero per il suo gesto, difenderà la sua "libertà di espressione". Il
giornalista della televisione Al Arabiya sarà giudicato dalla corte
criminale centrale irachena, competente per le questioni di terrorismo, cha
ha sede nella Zona Verde di Baghdad. Il 14 dicembre scorso, Muntadhar al
Zeidi aveva lanciato improvvisamente prima l'una poi l'altra sua scarpa
contro il presidente americano durante una conferenza stampa a Baghdad.
Bush, al cui fianco si trovava il premier iracheno Nouri Al Maliki, era
riuscito prontamente a schivare le scarpe. Secondo quanto affermato nei
giorni scorsi dal fratello Uday, il 29enne Muntadhar non è affatto pentito e
ripeterebbe il suo gesto: la lettera di scuse da lui scritta al premier
iracheno gli sarebbe stata estorta dopo i maltrattamenti subiti in carcere,
per i quali ha intenzione di denunciare le forze di sicurezza. Al Zeidi
venne gettato a terra dalla sicurezza presente alla conferenza stampa di
Bush a Baghdad, e il giudice inquirente ha confermato la scorsa settimana
che il giornalista è stato picchiato sul volto. (Fonte: Apcom) *
*
*Maoisti assediano la redazione del Nepali Times*
29.12.08 - Aderenti dei sindacati maoisti hanno preso d'assalto gli uffici
della Himalmedia nella capitale nepalese ferendo due persone e danneggiando
alcuni locali. Venti persone appartenenti a diverse sigle della federazione
maoista dei lavoratori hanno fatto irruzione nei locali della editrice che
pubblica il settimanale in lingua inglese ' Nepali Times' ed il quindicinale
'Himal Khabarpatrika'. L'ultimo numero del magazine, il più diffuso nel
Paese, presentava come articolo principale un reportage sulla situazione di
anarchia generata dai sindacati maoisti tra i lavoratori nel settore dei
media e degli affari. Kunda Dixit, direttore del ' Nepali Times' e firma
dell'Himal presente durante l'attacco, ha affermato che si tratta di "un
attacco diretto alla libertà di stampa. I maoisti vogliono controllare i
media". Secondo Dixit la strategia dei sindacati è quella di intimorire i
giornali. Per 'Himalmedi'a si tratta del terzo attacco subito negli ultimi
tre mesi. Dopo l'assalto, il direttore del ' Nepali' ha dichiarato: "Si
sentono incoraggiati a compiere gesti come quello di oggi perché in passato
non è stata compiuta nessuna azioni contro di loro, anche se avevamo sporto
denuncia". Salikram Jamkattel, membro dell'Assemblea costituente e leader
della All Nepal Trade Union Federation, ha accusato ' Himalmedia' di
infangare con i suoi articoli l'immagine del sindacato e affermato che
l'editrice voleva licenziare 16 impiegati, notizia smentita dai giornalisti
delle due testate. La federazione nepalese dei giornalisti (Fnj) e la Nepal
Press Union and Reporters' Club hanno deplorato l'attacco e chiesto sanzioni
verso gli autori del fatto, alcuni dei quali sono stati identificati dagli
stessi giornalisti attaccati. Dopo gli incidenti dell' Himalmedia tutti i
partiti dell'opposizione hanno accusato il governo di voler imbavagliare la
stampa. Il primo ministro Prachanda ha respinto le accuse e chiesto maggior
collaborazione da parte di tutte le correnti politiche. (Fonte: AsiaNews)


* Information Safety and Freedom
sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze*
sito web:
* http://www.isfreedom.org*

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