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Terra 3.0 - 20/05/11

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Terra 3.0: l'ultima speranza per salvare il pianeta

 

Greenpeace contro le multinazionali inquinatrici: all’European Business Summit di Bruxelles 170 attivisti dell’organizzazione ecologista Greenpeace si sono incatenati ai cancelli negando l’ingresso ai rappresentanti delle multinazionali contrarie alla lotta contro i cambiamenti climatici. Microsoft, BP e Volkswagen, che si oppongono alla riduzione delle emissioni di gas serra del 30 % entro il 2020 sono state contestate. I militanti ambientalisti hanno invece applaudito le aziende leader nella lotta al cambiamento climatico come Google, Danone, Allianz e Philips. “Le grandi corporation hanno una fortissima influenza sui governi”, ha detto Dimitris Ibrahim, coordinatore della campagna europea sul clima di Greenpeace. “Ma ci sono aziende che assumono lobbisti o usano le associazioni per sabotare gli obiettivi climatici. Le compagnie europee devono scegliere se ritardare la competitività dell’Europa oppure mettersi alla guida di una vera green economy che comprende la riduzione delle emissioni. La lotta ai cambiamenti climatici farebbe aumentare il Pil europeo di 620 miliardi di euro entro il 2020”. Contraria ad un impegno così radicale è Business Europe, federazione che rappresenta 40 associazioni industriali nazionali, tra cui Confindustria, favorevole a non superare il 25%. Ciononostante il mese scorso grandi marchi come IKEA, Puma e Gucci hanno raccolto l’invito di Greenpeace ad aderire alla battaglia per il clima.


Anche il Vaticano contro il cambiamento climatico: La Pontificia accademia delle scienze ha commissionato a un gruppo internazionale di scienziati presieduto dal Nobel Paul Crutzen, da Veerabhadran Ramanathan della Scripps Institution dell’Università della California e da Lennart Bengtsson, ex direttore del Centro europeo per le previsioni meteorologiche, un rapporto sui cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacciai (per la parte italiana hanno partecipato il Nobel Carlo Rubbia e Sandro Fuzzi, esperto climatico del Cnr). E questo rapporto parla molto chiaro: “i cambiamenti causati dall’uomo nella composizione dell’atmosfera e nella qualità dell’aria causano a livello globale 2 milioni di morti premature ogni anno e mettono in pericolo le risorse di acqua e cibo specialmente fra i tre miliardi di persone troppo poveri per avvalersi della protezione offerta dalla tecnologia e dall’uso di combustibili fossili”.

Il rapporto si conclude con un invito ancora più esplicito: “Noi invitiamo tutti i popoli e le nazioni a una nuova consapevolezza degli impatti, seri e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra e di altri inquinanti da parte dell’uomo e dai cambiamenti nell’uso del territorio. Invitiamo tutte le nazioni a sviluppare e ad implementare, senza ritardi, politiche efficienti ed eque per ridurre le cause e gli impatti del cambiamento climatico sulle comunità e sugli ecosistemi consapevoli che viviamo tutti in una stessa casa. Agendo subito, nello spirito di una responsabilità comune ma diversificata, accettiamo il nostro dovere verso il prossimo e verso la custodia di un pianeta benedetto dal dono della vita. Siamo tenuti ad assicurare che tutti gli abitanti del pianeta abbiano accesso al loro pane quotidiano, ad aria pulita da respirare ed acqua pulita da bere, essendo noi consapevoli che, se vogliamo giustizia e pace, dobbiamo proteggere l’habitat che ci sostiene”.

 

Scozia 100% rinnovabile al 2030: “La Scozia ce la puo’ fare. Nel 2020 può arrivare a produrre il 100% dell’energia necessaria sfruttando esclusivamente fonti rinnovabili”. Queste sono le parole del primo ministro scozzese Alex Salmond. “Visto che il ritmo di sviluppo è stato così rapido, con i nostri obiettivi al 2011 già superati, possiamo ora impegnarci a generare l'equivalente del 100% della domanda di elettricità della Scozia da fonti rinnovabili entro il 2020” ha dichiarato Salmond.
Entro il 2020 la regione sarà infatti in grado di generare il doppio dell’energia di cui avrà bisogno, la metà da fonte rinnovabile e la metà da fonti tradizionali, grazie allo sviluppo di nuove centrali eoliche off-shore per un totale di 10 nuovi GW di potenza istallata entro il 2020, mentre sono in via di realizzazione 6 progetti per lo sfruttamento di onde e maree.

La Gran Bretagna in generale, ha invece ufficialmente annunciato di voler abbattere le emissioni di C02 del 50% entro il 2025, per poi raggiungere il 60% nel 2030 e l’80% nel 2050.

 

Le ridicole previsioni della Esso: Nel 2030 la domanda di energia salirà del 35% rispetto al 2005, e dai fossili deriverà ancora l'80% del fabbisogno. Questa disgraziata previsione è quello che deriva dall'Energy Outlook Report diffuso da ExxonMobil. Il rapporto del colosso del petrolio sembra più una loro speranza che una effettiva previsione credibile visto che contrasta con tutte quelle fatte dalle varie organizzazione che hanno a cuore il bene del pianeta e dell'umanità. Se infatti uno scenario simile è sicuramente auspicabile per la Esso, non altrettanto lo sarò per il resto del mondo visto che una dipendenza ancora così forte dai combustibili fossili significherebbe la morte certa per il nostro ecosistema.

Per chi invece sogna un mondo diverso e sostenibile da oggi fino a domenica alla Fortezza da Basso di Firenze si svolge TERRA FUTURA, la fiera dedicata alle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Info: http://www.deapress.com/ufficio-stampa/terra-futura-a-firenze

Sito: http://www.terrafutura.info/

 

20/05/11

Cosimo Biliotti

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