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La melanzana rossa

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La melanzana è uno degli alimenti vegetali che fanno maggiormente bene alla salute in quanto ricca di sali minerali ed in generale di sostanze nutritive. Alimento spesso inserito all’interno delle diete, perché con pochi grassi, proteine, zuccheri e poche calorie. Tuttavia ci sono molte varietà di melanzane diffuse in tutto il mondo, una particolarmente curiosa è la melanzana rossa.

La melanzana rossa (nome scientifico Solanum aethiopicum) appartiene alle piante erbacee, con un’altezza che varia dai 30 cm a poco più di 1 m; la pianta ha un aspetto vigoroso, florido, con foglie grandi e buone anche da mangiare, con un sapore che ricorda quello degli spinaci, i suoi fiori hanno un colore bianco violaceo, mentre i suoi frutti sono delle bacche di forma tondeggiante e colore rossastro tendente all’arancione con striature verdi, un peso che va dai 50 ai 200 g. forma ovale e corta. Questa sviluppa un particolare sapore leggermente piccante, con un lieve retrogusto amarognolo, mentre conserva una polpa compatta e spugnosa, che contiene al suo interno piccoli semini schiacciati.

 Per il loro particolare aspetto, spesso queste melanzane vengono confuse con i pomodori in quanto simili per forma e colore. La tipica colorazione di questo ortaggio è dovuta all’aumento della quantità di carotene durante la maturazione; inoltre, il basso contenuto di acido clorogenico permette alla melanzana di non diventare di colore scuro all’esterno (come la maggior parte delle melanzane) e di mantenere il colore della polpa bianco per lungo tempo dopo il taglio.

Viene piantata a maggio e raggiunge il suo apice di maturazione ad agosto, è resistente alla siccità ed alle malattie. Si tratta di un prodotto che viene conservato in ambiente fresco ed asciutto, ma si presta anche a conserve, come ad esempio le melanzane sott’olio (melanzane, aceto bianco, acqua, olio extravergine di oliva, aglio, menta, sale) che diventano un ottimo antipasto o contorno a secondi piatti. Questo tipo di melanzana, considerata la sua forma tondeggiante, si presta particolarmente ad essere ripiena.

La melanzana rossa, ha origine nell’Africa ed Asia, dove il clima caldo ed asciutto permette un’ottima maturazione del frutto, che si trova così a crescere nel suo habitat ideale. In Asia, oltre ad essere un elemento molto importante nell’alimentazione, la melanzana rossa è anche pianta ornamentale.

Tuttavia, l’ortaggio è coltivato anche in Italia in particolare in Basilicata e zone limitrofe.

In Italia la melanzana rossa fece il suo ingresso grazie ai reduci delle guerre coloniali. In particolare, furono alcune famiglie di Rotonda (PZ) che all’inizio del ‘900 si trasferirono in Africa, nei territori conquistati durante il periodo coloniale e qui conobbero questa particolare pianta che portarono in Italia quando alcuni nuclei familiari tornarono a casa. Si incominciò così a coltivare questa pianta soprattutto nella Valle del Mercure tra Basilicata e Calabria, territorio ideale per il clima, l’aria e la purezza delle acque. Tuttavia la melanzana rossa coltivata in questi territori assunse lievi differenze rispetto a quella coltivata in Africa che non aveva alcun tipo di striatura verde.

Oggi in Italia questa pianta è conosciuta con il nome di melanzana rossa di Rotonda, che ha ottenuto il riconoscimento di prodotto a marchio DOP.

Qual è la tecnica di produzione del prodotto?

Prima di tutto va preparato il terreno su cui poi verranno trapiantate le piantine, questo lavoro prevede l’aratura del terreno ad una profondità di circa 30-35 cm. a cui segue il trapianto che va dal 20 maggio al 30 giugno di ogni anno. Le piantine devono avere una densità d’impianto non superiore alle 18000 per ettaro. Una volta impiantate le piantine, che solitamente hanno un’altezza compresa tra i 10-15 cm queste devono essere irrigate. Le tecniche di irrigazione solitamente utilizzate sono a scorrimento, a goccia a microirrigazione. Per la concimazione si utilizzano sostanze naturali, come letame maturo o sostanza organica compostata, altre volte si adopera la pratica del sovescio consistente nell’interramento di apposite colture con lo scopo di aumentare la fertilità del terreno.

Per la difesa da parassiti vari, si utilizzano solo prodotti naturali, spesso estratti dalle piante, oltre che la così detta “lotta biologica” cioè l’uso di insetti come predatori dei parassiti. Alcuni parassiti che solitamente attaccano le piante di melanzana sono: la mosca bianca e gli afidi. La mosca bianca assomiglia a minuscole farfalle notturne che formano vere e proprie colonie nella pagina inferiore delle foglie, queste succhiano la linfa della pianta indebolendola notevolmente. La mosca bianca si combatte in maniera biologica con la “vespa parassita” un imenottero piccolo ed alato che mangia le uova della mosca bianca. Gli afidi o comunemente detti “pidocchi delle piante”, sono piccoli insetti di colore giallo, verde o nero, che colpiscono i germogli della pianta oltre che assorbire la linfa, questi lasciano sulla pianta stessa una sostanza appiccicosa che attira le formiche e sviluppa un fungo nero detto “fumaggine”. Un metodo naturale per combattere questi pidocchi è quello di mescolare all’acqua di irrigazione qualche goccia essenziale di olio di cannella.

La successiva raccolta delle bacche va effettuata esclusivamente a mano, con l’utilizzo di apposite forbici, facendo attenzione a mantenere un po’ di peduncolo attaccato alla bacca stessa. Il periodo in cui si raccolgono i frutti va dal mese di luglio fino alla fine di novembre.

Si tratta dunque di una coltivazione biologica, che rispetta l’ambiente evitando un eccessivo sfruttamento delle risorse naturali come suolo, aria ed acqua. Per fare questo ci sono varie tecniche adoperate nell’agricoltura biologica, come ad esempio la rotazione delle colture che attraverso la coltivazione di prodotti sempre diversi sul medesimo terreno, ne preserva la fertilità ed ostacola l’ambientarsi di parassiti. Inoltre, piantare siepi ed alberi vicino le coltivazioni, permette la presenza di predatori naturali dei parassiti. Le coltivazioni biologiche garantiscono una maggiore sicurezza da un punto di vista igienico-sanitario, perché non vi è l’uso di sostanze chimiche di sintesi. Le aziende che producono biologico, sono sottoposte alla normativa europea e dunque continuamente controllate sul loro operato e sul rispetto della normativa stessa. Il fine della coltivazione biologica, non è solo quello di fornire al consumatore prodotti sani e nutrienti, ma anche quello di rispettare l’ambiente nel suo essere, a differenza delle colture tradizionali che producono inquinamento vario, consumo di energia, produzione di gas serra ecc.

La melanzana rossa è sicuramente un valido elemento nella sana alimentazione, così come la promozione dell’agricoltura biologica sarà di notevole importanza per la difesa non solo dell’ambiente ma anche della qualità dei prodotti e della salute dei consumatori.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_aethiopicum

http://www.agraria.org/prodottitipici/melanzana-rossa-di-rotonda.htm

http://www.giardinaggioweb.net/posts/8079-malattie-della-melanzana-riconoscerle-e-curarle

http://www.freshplaza.it/article/45949/Scheda-la-Melanzana-Rossa-di-Rotonda-Do

http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=112&Itemid=136

DEApress: Lidia Scaperrotta

 

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