La prossima volta toccherà ai lavoratori precari?
Il Comune di Firenze dichiara guerra a tutto ciò che stona con l’immagine da cartolina di una città che sta morendo. Sì, che sta morendo. Dopo il tragicomico attacco della scorsa estate contro i lavavetri, apice, secondo la Giunta, delle tensioni sociali cittadine, adesso l’offensiva viene condotta contro i mendicanti. Una signora cieca inciampata in un uomo sdraiato per terra diventa il pretesto per questo tentativo di ripulitura del centro storico.
Che i mendicanti a Firenze rappresentino un problema è cosa sinceramente nuova.
Il Comune di Firenze dichiara guerra a tutto ciò che stona con l’immagine da cartolina di una città che sta morendo. Sì, che sta morendo. Dopo il tragicomico attacco della scorsa estate contro i lavavetri, apice, secondo la Giunta, delle tensioni sociali cittadine, adesso l’offensiva viene condotta contro i mendicanti. Una signora cieca inciampata in un uomo sdraiato per terra diventa il pretesto per questo tentativo di ripulitura del centro storico.
Che i mendicanti a Firenze rappresentino un problema è cosa sinceramente nuova.
Sapere inoltre che nella nostra città il fenomeno sia diventato insopportabile è addirittura sorprendente. Non serve andare a Londra o a New York per accorgersi che da noi ce ne sono effettivamente pochissimi: è sufficiente fare due passi in centro a Napoli, per ritrovarsi braccato da persone che, a vario titolo, chiedono soldi... e per accorgersi della differenza.
Il vero problema di Firenze non sta nei mendicanti e nemmeno nei lavavetri; ma neppure nella pur gravissima svolta a destra dell’amministrazione: sta invece nel provincialismo, nella limitatezza culturale di chi, in vita sua, non è mai andato al di là dell’Isolotto o di Coverciano.
Mai viste Camden Town a Londra, Montmartre a Parigi, Il Greenwich di New York, Kreuzberg a Berlino? Sono quartieri che non hanno costruito il proprio successo sull’impeccabile ordine delle strade, ma sono stati meta di così tanti turisti da diventare veri e propri luoghi di culto.
Non che il sudicio sia bello. Ma certo la pulizia non è l’unico valore. Perché purtroppo a Firenze quello che conta è portare orde di turisti organizzati in fila per due, farli sfilare rapidamente nei musei cittadini, farli spennare da ristoranti e alberghi e mandarli a letto presto. Proprio a letto presto.
Perché guai stare svegli fino a tardi in via de’ Benci, guai bere la notte, guai divertirsi. E ormai da anni Firenze è stata completamente esclusa dalle mete del turismo giovanile, con tutto il portato di conseguenze nefaste che questo elemento ha. La Giunta fa orecchie da mercante e se ne infischia: turismo giovanile uguale pochi soldi e tanti problemi, meglio evitare; ma non si rende conto che questa città sta morendo, che manca completamente di ricambio, di idee, di innovazione, di stimoli, di confronto. Che sta diventando una parodia, una DisneyWorld per adulti, un supermercato della cultura (del passato; del presente, va da sé, non c’è niente) in cui non c’è spazio per la fantasia, per la diversità; ma soprattutto per il fascino.
La Giunta non si rende conto di stare distruggendo la bellezza di Firenze, perché, e solo gli ignoranti e i semplici non se ne accorgono, la bellezza è fatta di vissuto, di storia fin nel piccolo particolare, di piccole decadenze.
Solo gli ignoranti e i semplici dimenticano che la naftalina puzza.
Il vero problema di Firenze non sta nei mendicanti e nemmeno nei lavavetri; ma neppure nella pur gravissima svolta a destra dell’amministrazione: sta invece nel provincialismo, nella limitatezza culturale di chi, in vita sua, non è mai andato al di là dell’Isolotto o di Coverciano.
Mai viste Camden Town a Londra, Montmartre a Parigi, Il Greenwich di New York, Kreuzberg a Berlino? Sono quartieri che non hanno costruito il proprio successo sull’impeccabile ordine delle strade, ma sono stati meta di così tanti turisti da diventare veri e propri luoghi di culto.
Non che il sudicio sia bello. Ma certo la pulizia non è l’unico valore. Perché purtroppo a Firenze quello che conta è portare orde di turisti organizzati in fila per due, farli sfilare rapidamente nei musei cittadini, farli spennare da ristoranti e alberghi e mandarli a letto presto. Proprio a letto presto.
Perché guai stare svegli fino a tardi in via de’ Benci, guai bere la notte, guai divertirsi. E ormai da anni Firenze è stata completamente esclusa dalle mete del turismo giovanile, con tutto il portato di conseguenze nefaste che questo elemento ha. La Giunta fa orecchie da mercante e se ne infischia: turismo giovanile uguale pochi soldi e tanti problemi, meglio evitare; ma non si rende conto che questa città sta morendo, che manca completamente di ricambio, di idee, di innovazione, di stimoli, di confronto. Che sta diventando una parodia, una DisneyWorld per adulti, un supermercato della cultura (del passato; del presente, va da sé, non c’è niente) in cui non c’è spazio per la fantasia, per la diversità; ma soprattutto per il fascino.
La Giunta non si rende conto di stare distruggendo la bellezza di Firenze, perché, e solo gli ignoranti e i semplici non se ne accorgono, la bellezza è fatta di vissuto, di storia fin nel piccolo particolare, di piccole decadenze.
Solo gli ignoranti e i semplici dimenticano che la naftalina puzza.
Giulio Gori.
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